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Primo lavoro abbastanza acerbo per i MazeBrain Primo lavoro abbastanza acerbo per i MazeBrain

Primo lavoro abbastanza acerbo per i MazeBrain

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"Magnolia"
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Anno

 

TRACKLIST:

1.      Taste of freeze

2.      In the middle of the road

3.      Magnolia

4.      MazeBrain

5.      Kentucky bridge

 

 

LINE-UP:

Elisa Camodeca: Voce

Francesco Serratore: Chitarra solista e ritmica

Francesco Mazzone: Basso

Matteo Vari: Batteria

opinioni autore

 
Primo lavoro abbastanza acerbo per i MazeBrain 2018-06-03 08:58:32 Ninni Cangiano
voto 
 
1.5
Opinione inserita da Ninni Cangiano    03 Giugno, 2018
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Il progetto MazeBrain nasce nel 2008 grazie all’iniziativa del batterista Matteo Vari e del bassista Francesco Mazzone i quali, assieme ad un altro chitarrista, hanno iniziato un percorso che, dopo vari cambi di line-up, li ha portati nel marzo 2018 a realizzare il loro primo lavoro, intitolato “Magnolia” (che, se non erro, in inglese si pronuncia diversamente da come fa la cantante). La band si è presentata come dedita ad un “melodic thrash metal”, genere da me molto amato; di fatto nei 5 pezzi che compongono questo demo non ho sentito sostanzialmente alcunché che possa far venire in mente il thrash, nulla nel ritmo di batteria, nulla nello stile della chitarra ed assolutamente niente di grintoso nella voce della cantante. Mi pare, invece, che i MazeBrain suonino un più canonico female fronted melodic metal, forse un po’ più duro della media, ma sicuramente più vicino a questo genere che al thrash. “Magnolia”, la cui copertina è nel formato classico dei vecchi demo-tape, è composto da 5 pezzi non particolarmente ritmati (obiettivamente la batteria mi ha deluso alquanto), molto melodici, anche se con un grosso problema che nel 2018 si fatica ad accettare: la registrazione scadente. La voce della cantante Elisa Camodeca è registrata a volume superiore rispetto agli strumenti che vengono messi troppo in secondo piano; il tutto, inoltre, è registrato ad un volume abbastanza basso, tanto che ho dovuto alzare quello delle cuffie parecchio in alto per ascoltare meglio. Ma i problemi non finiscono qua purtroppo. Se il basso di Francesco Mazzone è ottimo protagonista, altrettanto non si può dire della chitarra di Francesco Serratore che non esalta né nei riff e nemmeno nelle brevi parti soliste. Del poco ritmo della batteria abbiamo già parlato, resta da spendere due parole sulla vocalist che, sebbene abbia una discreta ugola, mi sembra un po’ poco espressiva e soprattutto per niente aggressiva. Se si vuole suonare thrash metal, sia pure nella parte più melodica, ci vuole un atteggiamento più “in your face” e sfrontato, come si intravede solamente nella parte iniziale della conclusiva “Kentucky bridge”, canzone che se solo fosse stata un po’ più veloce ed avesse un paio di minuti in meno di durata, sarebbe davvero interessante. Credo che i MazeBrain debbano fare delle scelte, se vogliono suonare thrash metal devono cambiare parecchie cose (ritmo, aggressività, approccio); se invece opteranno per un più consono female fronted melodic metal, con una maggiore attenzione alle strutture dei pezzi, una registrazione al passo con i tempi e qualche altro accorgimento sui singoli strumenti, potranno sicuramente migliorare. Per ora, mi dispiace, ma questo “Magnolia” non è in grado di ottenere nemmeno la sufficienza.

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