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Ancora troppo acerbo il lavoro dei veneti Nemesis Ancora troppo acerbo il lavoro dei veneti Nemesis

Ancora troppo acerbo il lavoro dei veneti Nemesis

recensioni

gruppo
titolo
Eternal Recurrence
etichetta
Autoproduzione
Anno

LINE UP:
Antongiulio Favero - vocals
Davide Marin Pasin - guitars
Alessandro Mezzavilla - guitars
Giovanni Gariboldi - bass
Giorgia Silvestrini - drums 

TRACKLIST: 
1. Act I: Down of Consciousness [02:13] 
2. Pioneering Existence [04:56] 
3. Act II: Sunset of Awareness [02:48] 
4. Chaosgenesis [06:02] 
5. Eternal Recurrence [05:52] 
6. Act III: Maelstrom [05:11] 

Running time: 27:02 

opinioni autore

 
Ancora troppo acerbo il lavoro dei veneti Nemesis 2018-06-04 13:03:05 Daniele Ogre
voto 
 
2.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    04 Giugno, 2018
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Secondo EP per i trevigiani Nemesis, giovane band Thrash/Death attiva dal 2014 e con all'attivo, prima di questo "Eternal Recurrence", un primo lavoro a titolo "The Invasion EP"; un lavoro che, stando alle parole nelle info che accompagnano questo lavoro, aveva lasciato insoddisfatti i ragazzi, con conseguenti cambi di line up che hanno portato alla formazione che ha poi registrato questo "Eternal Recurrence". E scusate la franchezza, ma a questo punto non oso immaginare nemmeno come fosse "The Invasion"...

Questo perché, andando a sommare i pro ed i contro di questo EP, arriviamo ad una media che non consente ai Nemesis di raggiungere la piena sufficienza. Nonostante un concept di base ben scritto e ben strutturato, il lato musicale non ne è all'altezza. Qualche buono spunto qua e là lo si trova, ma per la maggiore il tutto sembra ancora troppo acerbo, soprattutto per quanto riguarda i brani strumentali. Non che vada meglio negli altri, in cui comunque si salva per certo la voce di Antongiulio Favero, dotato di discrete growlin' vocals. Il resto purtroppo va a perdersi un po' in una produzione non eccelsa, cosa che al giorno d'oggi non è quasi più tollerabile, specie se ormai anche l'Home Recording offre mezzi per tirare fuori produzioni buonissime. Ma parlavamo anche di spunti interessanti, e questi hanno anche un titolo preciso: "Chaosgenesis". Questo brano può essere il punto di partenza dei Nemesis per effettuare un salto di qualità di cui ora necessitano, magari snellendo il songwriting - in cui spesso le parti solo strumentali sembrano solo un "allungare il brodo" - e puntando ad essere maggiormente aggressivi, come nella prima parte del pezzo.

C'è ancora molto da lavorare per i Nemesis, stando a quanto abbiamo potuto ascoltare in questo "Eternal Recurrence". Un approccio maggiormente diretto, "in your face" come si usa dire, potrebbe giovare non poco all'operato della band veneta. A cui consiglio anche di rivedere il monicker magari: ce ne sono tre, compresi loro, che si chiamano così in Italia (una è di per certo sciolta), ma a parte questo sono quaranta le bands al mondo a nome Nemesis. Tornando ad "Eternal Recurrence", sono purtroppo più le ombre che le luci, motivo per cui, e mi spiace per questo, la sufficienza non è raggiunta.

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