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L'oscuro passato, arcano e magico: nuovo lavoro per gli Hekate! L'oscuro passato, arcano e magico: nuovo lavoro per gli Hekate!

L'oscuro passato, arcano e magico: nuovo lavoro per gli Hekate!

recensioni

gruppo
titolo
Totentanz
etichetta
Prophecy Productions
Anno

1. The Old King
2. Lost And Broken
3. Mondnacht
4. Luzifer Morgenstern
5. Ascension Day
6. Totentanz
7. Spring Of Life
8. Embrace The Light
9. Desire
10. Am Meere

opinioni autore

 
L'oscuro passato, arcano e magico: nuovo lavoro per gli Hekate! 2018-06-11 09:24:26 ENZO PRENOTTO
voto 
 
4.0
Opinione inserita da ENZO PRENOTTO    11 Giugno, 2018
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La Germania è sempre stata propensa alla musica medievale come pure alle mille evoluzione che ha subito la musica folk di derivazione europea. Ricchissimo è il sottobosco di bands che affollano il genere e se (ma anche purtroppo, dipende dai punti di vista) tantissime sono trascurabili ed al limite del pacchiano altri invece suscitano un certo interesse. Gli Hekate, nati nel 1992, rientrano in tale categoria e si piazzano in una posizione di rilievo con il nuovo disco Totentanz.

Una precisazione va fatta fin da subito. Il folk proposto dalla numerosa compagine teutonica è tutt’altro che semplice e fruibile. Le composizioni sono cupe ed oscure e si avvicinano per certi versi a gruppi come Wardruna e Nucleus Torn, quindi una sorta di neo-folk che non una musica etnica classica. Un sound quindi mistico, arcano e misterioso che riporta la musicalità a qualcosa di primordiale, come il tempo si fosse fermato, pur contenendo dei timidi elementi di modernità. Le tracce, come le melodie, sono spesso asciutte e colme di strumenti acustici e passano dal marziale (“The Old King” con il suo favoloso crescendo) al battagliero (“Mondnacht” con il suo approccio melodico epico) per arrivare all’atmosferico che prende circa il 60% dell’album. Vi è da dire che le prima tracce sono le più difficili, dure ed impenetrabili ma dalla titletrack “Totentanz” (con il suo incedere minimale, le vocals femminili luciferine ed un uso interessante degli ottoni) le cose cambiano ed il mood si evolve. “Spring of Life” è eterea con delle tonalità orientali mentre “Embrace the Light” pigia il pedale sul suo essere sciamanica, notturna e magica con un buon mix di moderno con effetti elettronici, rumori e l’antico.“Desire” è nuovamente arcana e la voce femminile è nuovamente protagonista e che, nonostante la voce maschile sia buona, mostra veramente una marcia in più e si abbina al meglio con delicati tocchi psichedelici. La sensuale ed arabeggiante “Am Meere” con i suoi lontani cori in sottofondo mette fine al viaggio musicale in cui l’ascoltatore prova continuamente sensazioni strane ed incomprensibili.

Un disco da assaporare con calma e tranquillità, qualitativamente alto ed intellettuale, lontano dalle consuete e vuote melodie da sagra paesana.

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