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Progressive Death con elementi "orrorifici" nel lavoro dei romani Gravestone Progressive Death con elementi "orrorifici" nel lavoro dei romani Gravestone Hot

Progressive Death con elementi "orrorifici" nel lavoro dei romani Gravestone

recensioni

titolo
Proud to be Dead
etichetta
SLIPTRICK RECORDS
Anno

LINE UP: 
Alessandro Iacobellis - vocals 
Marco Borrani - guitars 
Gabriele Maschietti - guitars 
Massimiliano "MaaX" Salvatori - bass 
Fabrizio Di Carlantonio - keyboards 
David Folchitto - drums 

TRACKLIST: 
1. Proud to be Dead [06:13] 
2. Corpse Embodiment [04:19] 
3. Eyes Without Sight [05:35] 
4. Flagellation [07:05] 
5. Matres [07:17] 

Running time: 30:29 

opinioni autore

 
Progressive Death con elementi "orrorifici" nel lavoro dei romani Gravestone 2018-06-11 15:23:04 Daniele Ogre
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    11 Giugno, 2018
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Uscito nel febbraio del 2017 tramite Sliptrick Records, "Proud to be Dead" è il secondo Ep per i romani Gravestone, band che dopo una prima parentesi tra il 1992 ed il 1995 si è riunita nel 2012. Questo è anche il primo lavoro post-reunion, dopo che già nel '94 la Progressive Death band capitolina aveva realizzato un primo EP, intitolato "Symphony of Pain".

E' un lavoro estremamente vario quello che possiam sentire dei Gravestone in questo "Proud to be Dead", con influenze che non si fermano al solo Death tecnico, ma che si ampliano anche verso l'Heavy classico ed il Progressive; il risultato è per l'appunto un lavoro estremamente vario che ci mostra una band estremamente preparata sul piano tecnico - basti pensare che dietro le pelli c'è l'inossidabile David Folchitto (Stormlord, Fleshgod Apocalypse, Scuorn, Arkana Code e tanti, tanti altri progetti) -. Il songwriting risulta già essere maturo, sia per quel che concerne il comparto prettamente strumentale, in cui colpisce "Corpse Embodiment" con la sua cadenza 'pestilenciana' abbinata a tastiere da Prog Rock dei 70's, sia per l'ottimo lavoro nelle lyrics, a cominciare dal brano che da il titolo all'EP, il cui protagonista, dopo la morte, ha la possibilità di osservare il mondo appena lasciato dall'altro mondo ed esprimere il suo parere negativo sulla vita del genere umano; c'è poi "Eyes Withouth Sight", ispirata al Ciclo dei Sogni del Maestro Lovecraft, o l'allegoria di "Flagellation", in cui si parla delle pratiche religiose in cui i fedeli si autoinfliggono dolore (tipo i vattienti della Madonna dell'Arco, insomma), per ritornare all'horror (di casa nostra stavolta) con "Matres", pezzo incentrato sulla Trilogia delle Madri di Dario Argento. Supportati poi da un'ottima produzione, i Gravestone offrono anche una prova dei singoli di tutto rispetto: quasi inutile parlare delle batterie di Folchitto, mi concentrerei maggiormente sul lavoro dietro al microfono di Alessandro Iacobellis (che lascerà poi la band dopo questo EP) o quello alle tastiere dell'altro defezionario rispetto alla line up attuale, Fabrizio Di Carlantonio... tra ritmche Progressive Metal, passaggi Prog Rock e filling orrorifici, le tastiere nei Gravestone sono sì sempre presenti, ma non vanno a gravare sul resto della musica, integrandosi alla perfezioni con tutto il comparto strumentale.

Una band, quella romana, che può anche già vantare un discreto curriculum dal vivo: prossimamente saranno al Chania Rock Festival a Creta con Septicflesh e Moonspell, mentre in passato, tra Italia ed estero, hanno condiviso il palco con gente del calibro di Marduk, Moonsorrow, Ereb Altor, Pestilence, Immolation ed Onslaught. E credo che questo vorrà pur dire qualcosa, non trovate? I Gravestone con "Proud to be Dead" offrono un'ottima impressione: già al primo ascolto s'intuisce il perché di tutti questi live ad alto profilo; la band romana merita e pure tanto ed è lecito aspettarsi, in tempi si spera brevi, un debut album che saprà essere sicuramente notevole.

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