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I Kataklysm si reinventano ancora con questo loro tredicesimo album I Kataklysm si reinventano ancora con questo loro tredicesimo album

I Kataklysm si reinventano ancora con questo loro tredicesimo album

recensioni

gruppo
titolo
Meditations
etichetta
Nuclear Blast
Anno

LINE UP: 
Maurizio Iacono - vocals 
Jean-François Dagenais - guitars 
Stéphane Barbe - bass 
Olivier Beaudoin - drums 

TRACKLIST: 
1. Guillotine [02:56] 
2. Outsider [03:57] 
3. The Last Breath I'll Take is Yours [03:57] 
4. Narcissist [02:42] 
5. Born to Kill and Destined to Die [03:57] 
6. In Limbic Resonance [04:52] 
7. And Then I Saw Blood [04:39] 
8. What doesn't Break doesn't Heal [03:21] 
9. Bend the arc, Cut the Cord [03:51] 
10. Achilles Heel [05:18] 

Running time: 38:48 

opinioni autore

 
I Kataklysm si reinventano ancora con questo loro tredicesimo album 2018-06-15 21:08:46 Daniele Ogre
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    15 Giugno, 2018
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Insieme ai Cryptopsy, i Kataklysm sono da assurgere a veri e propri padrini della scena Death Metal canadese: attiva dal 1991 la band capitanata dagli inossidabili Maurizio Iacono e Jean-François Dagenais è sempre stata in continua evoluzione, a partire dai primissimi brutali lavori fino alla quadratura dl cerchio, arrivata nel momento in cui il continuo evolversi dei Kataklysm li ha portati al Melodic Death che ci offrono da anni. Vero è che proprio la seconda parte della carriera della band di Montreal ha offerto fin troppi alti e bassi, una sali-scendi qualitativo che ha avuto il suo punto più basso, a mio avviso ovviamente, nella penultima creatura "Of Ghosts and Gods".

Con questo loro tredicesimo album, "Meditations", i Kataklysm riescono ad aggiustare il tiro. Un album che rispetta i canoni stilistici cui ci hanno abituato i canadesi, ma che nello stesso tempo porta Iacono e soci ad un nuovo grado d'evoluzione, con strizzatine d'occhio a sonorità anche più moderne. Assieme alle melodiche accelerazioni ormai classiche dei Kataklysm, troviamo qui momenti più grooveggianti (su tutte direi "Narcissist", a mio avviso l'anello debole di "Meditations"), senza che però manchino all'appello brani più feroci e tirati, come l'opening track "Guillotine" e la seguente "Outsider". Ma "Meditations" è un disco che da il meglio quando la vecchia anima Melodic dei Kataklysm si fonde alla perfezione con questa nuova strada più moderna - potremmo dire che in alcuni punti sembra quasi di sentire dei Gojira più melodici -: mi riferisco a brani come "Achilles Heel", pezzo che chiude alla grande l'album, o come "And then I Saw Blood", canzoni che potranno sia far felici i vecchi fans del quartetto canadese, sia avvicinare nuove schiere di ascoltatori tra le file dei giovini abituati maggiormente ai sound attuali. Questi brani menzionati, con in più "In Limbic Risonance", permettono di perdonare ai Kataklysm un paio di battute al volo (la già citata "Narcissist" e "Born to Kill and Destined to Die").

Si avvicinano a grandi passi ai 30 anni di carriera i Kataklysm; una band che nel corso di questi lunghi anni ha sempre saputo reinventarsi quando ne sentiva il bisogno e che ha trovato la propria dimensione, cui ha dato nuova linfa oggi aggiungendo qualcosa di nuovo in questo "Meditations". Veloce quanto pesante, feroce quanto ricco di groove, la tredicesima fatica dei Kataklysm è un disco non tradirà per nulla le attese dei fans e che, soprattutto, riscatta da un precedente album invero bruttino (ad essere buoni).

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