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Dissonante, straniante ed "esotica" la proposta dei Dischordia Dissonante, straniante ed "esotica" la proposta dei Dischordia Hot

Dissonante, straniante ed "esotica" la proposta dei Dischordia

recensioni

titolo
Binge/Purge
etichetta
Autoproduzione
Anno

LINE UP: 
Josh Turner - vocals, bass, flute, marimba 
Keeno - guitars, vocals, ukulele 
Josh Fallin - drums, guitars, piano 

TRACKLIST: 
1. Binge [11:04] 
2. Purge [13:28] 

Running time: 24:32 

opinioni autore

 
Dissonante, straniante ed "esotica" la proposta dei Dischordia 2018-06-18 14:24:02 Daniele Ogre
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    18 Giugno, 2018
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Ammetto di non aver mai sentito assolutamente niente prima d'ora degli americani Dischordia. Eppure la band proveniente da Oklahoma City è attiva dal 2010 e, prima di questo EP intitolato "Binge/Purge", ha già realizzato altri due EP ("Creator, Destroyer" nel 2011 e "Sources" nel 2015) e due album ("Project 19" nel 2013 e "Thanatopsis" nel 2016). Tornati ad autoprodursi dopo la doppia esperienza con Rogue Records America - le produzioni del 2013 e 2015 -, i Dischordia sono uno di quei gruppi che potremmo definire unici nel loro genere. Non quello di referenza, visto che il trio statunitense opta per un Progressive/Technical Death Metal alquanto "canonico", con suoni altamente dissonanti provenienti dagli insegnamenti di gruppi quali Gorguts e The Dillinger Escape Plan, ma quanto per l'uso di strumenti totalmente avulsi al Metal come ukulele e marimba (!!!). Strumenti che possiamo sentire all'opera per la prima volta nella parte centrale (jazzata?, caraibica?, un mix dei due?, non saprei come definirla, giuro) di "Binge" e l'effetto, per quanto leggermente straniante, funziona. Il trio americano, comunque, dimostra già solo con questi due pezzi di avere una tecnica invidiabile e d'esser capaci di scrivere brani strutturalmente intricati in cui possiamo trovare influenze derivanti da più stili differenti derivanti dal Death, il tutto in una maniera discretamente fluida. L'aggiunta di queste sonorità caraibiche/centro-americane (la marimba pur essendo di origini africane è usata oggi soprattutto in Costa Rica, Messico, Nicaragua, Guatemala...) oltre a dare una particolare ariosità alle composizioni, da anche quel tocco esotico che, per quanto strano come ho già detto, risulta starci a pennello. E pensare che fino ad oggi non avrei mai pensato di scrivere in una recensione di un disco Death Metal le parole "da quel tocco esotico"...

Una band, i Dischordia, che potranno interessare soprattutto agli amanti delle sonorità più cervellotiche, sullo sgile per l'appunto di Gorguts e The Dillinger Escape Plan. L'altra faccia della medaglia è che qui, alla presa con due soli pezzi, l'ascolto procede sì alquanto fluido, ma resta comunque questo uno stile molto difficile da digerire. Figurarsi poi un disco intero... Insomma, una band consigliata prettamente agli amanti di queste particolari sonorità, in caso contrario a fine ascolto avrete bisogno di un Oki.

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