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Un soddisfacente lavoro Melodic Death per i norvegesi Art of Deception Un soddisfacente lavoro Melodic Death per i norvegesi Art of Deception

Un soddisfacente lavoro Melodic Death per i norvegesi Art of Deception

recensioni

titolo
Path of Trees
etichetta
Rub Mules Records
Anno

LINE UP: 
Marius Ofstad - vocals, guitars 
Sindre W. Johnsen - guitars, backing vocals 
Patrick I. Rørheim - bass 
Einar Petersen - drums 

TRACKLIST: 
1. Oceans Turns [03:50] 
2. The Contorsionist [05:36] 
3. Dark Psychosis [05:14] 
4. Gate 19 [04:54] 
5. Cosmic Fire [06:02] 
6. Path of Trees [04:46] 
7. Lysjakt [05:42] 
8. Shadows [02:34] 
9. The Fire Inside [07:44] 

Running time: 46:22 

opinioni autore

 
Un soddisfacente lavoro Melodic Death per i norvegesi Art of Deception 2018-07-10 14:17:49 Daniele Ogre
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    10 Luglio, 2018
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Decisamente interessante la proposta dei norvegesi Art of Deception, arrivati con "Path of Trees" alla pubblicazione del secondo album (cui vanno aggiunti un paio di singoli ed un EP). Interessante perché il sound del quartetto scandinavo unisce con gusto il Death svedese dei 90's (Dismember, Entombed etc. etc.) ad una vena Melodic Death (At the Gates su tutti), non disprezzando però passaggi diversi che siano più Progressive o verso lidi Thrash. Questo permette agli Art of Deception di tirare fuori un album che non riesce mai a scadere nella noia, pur se in un paio di punti snellire la composizione avrebbe potuto giovare maggiormente.

Tra ritmiche serrate ed ottime melodie che s'intersecano con un mood granitico e quasi marziale, i nove brani che compongono "Path of Trees" hanno il pregio principale di avere un gran tiro, cosa che si rifletterà di certo in sede live; pezzi come "Gate 19", "The Contortionist" ed il primo singolo estratto "Lysjakt" possono essere facilmente indicati come i tre punti focali dell'album, i brani dove gli Art of Deception tirano fuori tutto il loro potenziale. Non che il resto del disco sia da meno, vedasi ad esempio "Ocean Turns" che rappresenta un'opening track di tutto rispetto. Persino brani un po' più lunghetti come "Cosmic Fire" e "The Fire Inside" colpiscono per la naturalezza compositiva dei nostri, al netto di sonorità vecchie ormai di un ventennio, sia chiaro.

Credo difficilmente "Path of Trees" possa mai diventare un disco di quelli irrinunciabili, di quelli che quasi non passa giorno senza che lo si ascolti; eppure, per la passione che trasmette da parte della band e, soprattutto, per il fatto che sia questo un album onestissimo, mi sento di consigliarvi di concedere agli Art of Deception una chance. Difficilmente, opinione mia, ne potreste uscire delusi.

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