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"Diluvium" degli Obscura: un serio candidato a disco dell'anno "Diluvium" degli Obscura: un serio candidato a disco dell'anno Nuovo

"Diluvium" degli Obscura: un serio candidato a disco dell'anno

recensioni

gruppo
titolo
Diluvium
etichetta
Relapse Records
Anno

LINE UP: 
Steffen Kummerer - vocals, guitars 
Rafael Trujillo - guitars 
Linus Klausenitzer - bass 
Sebastian Lanser - drums 

TRACKLIST: 
1. Clndestine Stars [03:38] 
2. Emergent Evolution [04:52] 
3. Diluvium [05:02] 
4. Mortification of the Vulgar Sun [06:09] 
5. Ethereal Skies [05:18] 
6. Convergence [04:04] 
7. Ekpyrosis [05:23] 
8. The Seventh Aeon [05:17] 
9. The Conjuration [05:33] 
10. An Epilogue to Infinity [06:16] 
11. A Last Farewell (Bonus Track) [02:26] 

Running time: 53:58 

opinioni autore

 
"Diluvium" degli Obscura: un serio candidato a disco dell'anno 2018-07-13 14:32:09 Daniele Ogre
voto 
 
5.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    13 Luglio, 2018
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Ed eccoci qui a parlare di uno dei dischi più attesi dell'anno, soprattutto dagli amanti della frangia più tecnica del Death Metal: "Diluvium", quinto capitolo su lunga distanza nella carriera dei tedeschi Obscura, la band che ad oggi, possiamo dirlo con assoluta certezza, ha raccolto lo scettro che fu dei Death prima e dei Necrophagist poi nell'ambito del Progressive Death. "Diluvium" partiva sotto aspettative altissime, visto l'ingratissimo compito d'essere il successore di quel capolavoro che è stato "Akróasis". Aspettative che, dopo aver ascoltato quest'ultima fatica del quartetto teutonico, sono state ampiamente ripagate.

L'ipertecnica dei nostri trova in "Diluvium" diverse valvole di sfogo, con passaggi in altri ambiti del Death. Se è pur vero che l'anima dei Death letteralmente rivive nell'operato della band tedesca, è altresì vero che in quest'album gli Obscura trovano nuovi spunti vincenti spostandosi verso lidi più estremi, come nell'ormai notissimo primo singolo, la title-track "Diluvium", il cui refrain fa, potremmo dire, il verso ai Morbid Angel, o come nelle sfuriate Death/Black della cupa "Mortification of the Vulgar Sun". E' un album questo, insomma, che punta sull'ottima alternanza tra momenti più diretti - pur non dimenticando una tecnica seconda a nessuno - ed aperture ampiamente progressive in cui possiamo riconoscere il marchio di fabbrica degli Obscura (e per inciso: Linus Klausenitzer dimostra ancora una volta di essere uno dei migliori bassisti in circolazione); possiamo ascrivere alla prima casistica l'opening track "Clandestine Stars", pezzo di poco più di tre minuti e mezzo dalla struttura semplicissima e che, nonostante gli sprazzi di tecnicismo, risulta orecchiabilissima; puramente Progressive è invece "Ethereal Skies", pezzo che farà impazzire i fans di Cynic ed Atheist (o dei Death di "The Sound of Perseverance". "Diluvium" è un disco suonato con perizia e classe, con un profondo senso armonico e con canzoni strutturate alla perfezione. Gli Obscura spazzano via qualsiasi dubbio sull'aspettarsi un classico esibizionismo strumentale grazie ad un songwriting ispiratissimo che, grazie ad una cura sul lato emozionale delle parti soliste soprattutto, sdogana definitivamente il falso mito che le bands Progressive Death suonino in maniera fredda.

Technical e Progressive Death sono un po' i generi del momento, in ambito estremo. Ma se andiamo a chiedere a chicchessia di nominare una band odierna per questi generi, i nomi che vengono fatti sono soprattutto due, ed una di queste due sono i colossi tedeschi qui presenti. Gli Obscura si confermano come una macchina perfetta che sa unire una tecnica invidiabile ad un sound che riesce ad essere anche tremendamente catchy, cosa che solo i più grandi sono realmente in grado di fare.

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