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Un buon disco per i Wombripper, anche se con sonorità troppo derivative Un buon disco per i Wombripper, anche se con sonorità troppo derivative Hot

Un buon disco per i Wombripper, anche se con sonorità troppo derivative

recensioni

titolo
From the Depths of Flesh
etichetta
Redefining Darkness Records
Anno

LINE UP: 
Daniil Kuskov - vocals, guitars 
Ivan Markin - guitars 
Konstantin Korolev - bass 
Andrey Petrov - drums 

TRACKLIST: 
1. Still Unborn [03:28] 
2. Immolation Rites [03:00] 
3. Torn by the Nails [03:35] 
4. Frantic exhumation [03:10] 
5. Restless [03:29] 
6. The Suicidal Recreation [03:28] 
7. Locked in the Ice Coffin [05:01] 
8. Godless Slaughter (in the Name of Doom) [06:31] 
9. Prenatal Death [03:08] 
10. Shredded Corpse Remains [02:30] 
11. Already Dead [02:30] 
12. Morbid Aberration [04:34] 

Running time: 45:07 

opinioni autore

 
Un buon disco per i Wombripper, anche se con sonorità troppo derivative 2018-07-15 14:51:12 Daniele Ogre
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    15 Luglio, 2018
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Sapete, odio quando un promo arriva totalmente privo di informazioni. Fortunatamente esiste Metal Archives ed è da lì che ho potuto apprendere qualcosa sui russi Wombripper ed il loro debut album "From the Depths of Flesh". Partiamo dalla band di Nizhny Novgorod: formatisi nel 2012, trovano una stabilità di formazione l'anno dopo con l'ingresso di Daniil Kuskov e Ivan Markin ai posti rispettivamente di Elizaveta Kalynova e Andrey Vodkin; i due, insieme al bassista Eldar Iskanderov (che lascerà la band nel 2016), si uniscono dunque al batterista e fondatore Andrey Petrov, ed è con questa formazione che i Wombripper registrano i loro primi lavori, il demo "Morbid Aberrations" nel 2014 e l'EP "Infected Tomb" nel 2017, dopo l'uscita di Iskanderov e l'entrata dell'attuale bassista Konstantin Korolev.

Edito da Redefining Darkness Records, "From the Depths of Flesh" è, come detto, il debut album della band russa. Ma, sempre grazie a Metal Archives, come dicevo all'inizio, vediamo che questa edizione è in pratica una ristampa per un mercato più ampio. L'album era uscito infatti dapprima a gennaio tramite Grotesque Sounds Productions, in un'edizione limitata a 500 copie. Questa nuova edizione dell'album ha, poi, tre pezzi in più rispetto la prima uscita: le tre tracce finali "Shredded Corpse Remains", "Already Dead" e "Morbid Aberration", presi dal primo demo del 2014. Ma cosa suonano i Wombripper? La band russa è nata col chiaro intento di omaggiare, tramite le loro composizioni, la triade dell'old school Death svedese: Dismember, Entombed e Grave. Petrov e soci seguono pedissequamente gli insegnamenti dei tre colossi scandinavi, regalandoci 3/4 d'ora di Death di purissima matrice svedese. Ascoltando "From the Depths of Flesh" ci si rende conto che forse ai Wombripper mancherà quel tocco di personalità che servirebbe per un salto di qualità maggiore, ma anche che i nostri suonano con passione ed attitudine dandoci in pasto un album che funziona alla grande. L'intera opera è pervasa soprattutto dalla furia dei Dismember, il cui fantasma aleggia per l'intera durata dell'album: ritmiche serrate e riff taglienti spadroneggiano in lungo e in largo, facendo da tappeto alla buonissima prova vocale di Daniil Kuskov. Un po' troppo simili ai Dismember quindi? Sì, ma è anche per questo che possiamo godere dell'ascolto di fucilate come "Restless", "Immolation Rites", "Frantic Exhumation"... tutte ottime canzoni come del resto lo sono le altre nove che compongono l'album, il cui ascolto procede spedito e senza il minimo momento di stanca.

Manco a dirlo, il mio consiglio ai Wombripper sarebbe quello di trovare un minimo di sound personale in più. Se già così funzionano più che bene, non oso immaginare cosa potremmo ritrovarci tra le mani poi! Ai fans del Death di vecchia scuola svedese, invece, consiglio di dare una chance a questi ragazzi russi e di seguirli con particolare attenzione: potreste rimanerne piacevolmente sorpresi.

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