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Impressiona la prova degli Oubliette, con un lavoro perfetto per i fans di Dissection ed Astarte Impressiona la prova degli Oubliette, con un lavoro perfetto per i fans di Dissection ed Astarte Hot

Impressiona la prova degli Oubliette, con un lavoro perfetto per i fans di Dissection ed Astarte

recensioni

gruppo
titolo
The Passage
etichetta
The Artisan Era
Anno

LINE UP: 
Emily Low - vocals 
Mike Low - guitars, backing vocals 
Todd Harris - guitars, backing vocals 
Andrew Wampler - guitars 
James Turk - bass 
Greg Vance - drums 

TRACKLIST: 
1. A Pale Innocence [02:16] 
2. The Curse [05:33] 
3. Solitude [05:23] 
4. Elegy [04:45] 
5. Emptiness [00:49] 
6. The Raven's Lullaby [07:15] 
7. Barren [06:41] 
8. The Passage [06:41] 

Running time: 39:23 

opinioni autore

 
Impressiona la prova degli Oubliette, con un lavoro perfetto per i fans di Dissection ed Astarte 2018-07-18 18:10:24 Daniele Ogre
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    18 Luglio, 2018
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Nascono come progetto dei soli Mike ed Emily Low - marito e moglie - gli Oubliette, band Melodic Black Metal proveniente dal Tennessee. Poco prima della pubblicazione del primo album, "Apparitions", ai due si aggiungono Jake Jones (basso) e Doug Mesich (batteria); entrambi lasceranno prima di "The Passage", il disco prodotto da The Artisan Era" che abbiamo qui in esame oggi. Un massiccio rimpolpamento della line up dunque, visto che oltre al nuovo bassista ed il nuovo batterista (James Turk e Greg Vance), entrano a far parte della truppa ben due chitarristi (Todd Harris ed Andrew Wampler). Fine cenni biografici, passiamo ora al disco.

Gli Oubliette suonano Melodic Black, come detto, con influenze che sono riscontrabili immediatamente già dall'intro strumentale "A Pale Innocence" e che si fanno ancor più palesi con lo scorrere dell'album: Dissection, Old Man's Child, Astarte. I primi soprattutto, visto che un letimotiv delle composizioni degli Oubliette sono passaggi acustici dal notevole pathos che spezzano la tensione data dalle melodiche sfuriate cui ci abituano sin da subito; particolarmente apprezzabile è, a mio avviso, la parte conclusiva dell'ottima "Solitude" - il pezzo che ho preferito di "The Passage" -. Persino i suoni ricordano molto da vicino i Dissection dei primi due album, merito (o colpa?) di una produzione che, credo, sia andata proprio alla ricerca di QUEL suono specifico. Gli Oubliette dimostrano poi di saper sfruttare il fatto di avere alla voce una donna: la prova di Emily Low è più che buona, grazie ad un lavoro vocale che ricorda, più che la mai troppo compianta Maria "Tristessa" Kolokouri, la nostra Cadaveria (del periodo Opera IX); voce della signora Low che si riesce ad apprezzare soprattutto nell'altro highlight del disco, "Elegy". C'è da dire, comunque, che i nostri non mancano nemmeno un passaggio: anche nei brani più lunghi - come nella tripletta finale - riescono ad offrire moltissimi spunti d'interesse tra malinconiche melodie, eterei passaggi acustici e bordate furiose.

Un disco, questo "The Passage" che non merita affatto di passare inosservato. Ammetto di esser partito con l'ascolto del lavoro degli Oubliette senza tante pretese, per ritrovarmi poi piacevolmente sorpreso ed in seguito sempre più impressionato dalla proposta della band americana. Un lavoro, questo disco, che riesce ad attraversare più spettri emozionali grazie a repentini cambi stilistici, ma che di fondo ha una sola anima.

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