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Secondo album solista per il polistrumentista e produttore Vincenzo Avallone. Secondo album solista per il polistrumentista e produttore Vincenzo Avallone. Hot

Secondo album solista per il polistrumentista e produttore Vincenzo Avallone.

recensioni

titolo
Phantom Singularity
etichetta
Autoproduzione
Anno

Line up:

Vincenzo Avallone – all instruments

 

Kirill Konyaev - Guitar Solo on track 3

John Galanakis - Synth solo on track 4

Georgia Damigou - Co-orchestration on tracks 6, 10

Ruan C. Elias - Vocals on track 5

Sasha Garcia - Guitar solo on track 10

 

Tracklist:

  1. Intro+Tau Ceti
  2. 2097
  3. Solaris
  4. Supersimmetry
  5. Phantom Singularity
  6. Operation Black Scythe
  7. Digital Innocence
  8. Through The Great Beyond
  9. Elara
  10. Trascendence
  11. Zenith
  12. Escape Velocity 2.0

opinioni autore

 
Secondo album solista per il polistrumentista e produttore Vincenzo Avallone. 2018-07-24 13:53:18 Virgilio
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Virgilio    24 Luglio, 2018
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Vincenzo Avallone, chitarrista e produttore, aveva esordito nel 2015 con il suo primo album solista, intitolato “Escape Velocity”, seguito dal progetto dei Burning in Deception, più orientato verso una sorta di symphonic death. Con “Phantom Singularity”, Avallone ritorna alla sua veste solista, suonando tutti gli strumenti e proponendo un album, a differenza del precedente, quasi interamente strumentale: infatti, solo la title-track registra la presenza di un lead singer, ovvero, anche in questo caso, il cantante brasiliano Ruan C. Elias. Non si tratta, tuttavia, dell’unico ospite, perché diverse altre sono le collaborazioni: Georgia Damigou (impegnata, con Avallone e Elias, anche nei Burning in Deception), infatti, coadiuva l’autore per le orchestrazioni in un paio di brani e poi ci sono una serie di solisti, nella fattispecie Kirill Konayev (chitarra in “Solaris”), John Galanakis (Quadrus, synth in “Supersymmetry”) e Sasha Garcia (chitarra in “Trascendence”). Il disco sembra articolarsi un po’ a sprazzi, nel senso che ci sono lunghe parti atmosferiche (spesso ispirate allo sci-fi o allo space rock), con cori lirici o con parti parlate, inframmezzate da veloci assoli o divagazioni strumentali o, ancora da parti un po’ più aggressive e tendenti al metal. Magari sarebbe un po’ improprio parlare di progressive (salvo qualche eccezione), però possiamo dire che nei brani che compongono “Phantom Singularity” Avallone riesce a mettere tanta carne al fuoco, spaziando tra una certa varietà tematica e interpretativa, tale da far scaturire un continuo susseguirsi di suggestioni ed emozioni. Probabilmente, con una sezione ritmica più brillante e dinamica, il lavoro sarebbe risultato ancora più interessante, così come un maggiore spazio al cantato rispetto alle parti parlate in qualche frangente avrebbe trasmesso più calore e apportato qualcosa in più ai pezzi. Ad ogni modo, “Phantom Singularity” è un album che si lascia ascoltare piacevolmente, non incentrato esclusivamente sulla chitarra, come avviene spesso in questi casi, che merita sicuramente di avere la sua occasione.

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