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Cavus, un nuovo inizio per la band finlandese! Cavus, un nuovo inizio per la band finlandese! Hot

Cavus, un nuovo inizio per la band finlandese!

recensioni

gruppo
titolo
The New Era
etichetta
Satanath Records
Anno

Tracklist:

1. The New Era

2. Killtech 

3. Divine Power 

4. I Watch You Die 

5. Morphine 

6. Calling the Flames 

7. The Strength of Hatred 

8. Presence of Existence

9. Come to Me Shadows

10. There Will Be Blood

opinioni autore

 
Cavus, un nuovo inizio per la band finlandese! 2018-07-29 11:54:40 Rob M
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Rob M    29 Luglio, 2018
Ultimo aggiornamento: 29 Luglio, 2018
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Dopo anni di silenzio, si fanno avanti i finlandesi Cavus con il loro tiratissimo black-core, un feroce black metal dal drumming filo-grind ed un corposissimo suono di chitarre!
Gioia per gli amanti dei Nasum, ma anche per gli amanti del black piú violento e mortifero. Il loro nuovo lavoro "The New Era" è un calcio nelle palle che toglie il respiro e la voglia di vivere. Una versione brutale degli Hell Militia o, se vogliamo, un'evoluzione dei nostrani Eternal Funeral (RIP) che già proponevano questo livello di distruzione nel lontano 1999 con il famoso e mai dimenticato "Brixian Warriors".
I nostri non son propensi a lasciar uno spiraglio di luce né, tanto meno, un filo d'aria all'interno del loro ermetico e annichilente nuovo lavoro. L'uso di doppie voci, contrastanti ma, allo stesso tempo, allineate in una miscela velenosa, riporta alla mente un altro gruppo italiano che personalmente adoro, gli Ars Macabra, ma anche i violentissimi polacchi Goetia.
Ci son dei momenti in cui i nostri si muovono lontani dalla frangia black metal, per lasciarsi trasportare piú vicini al lato grind-core della loro proposta, come ad esempio in "I Watch You Die", o la successiva "Morphine". I nostri si avvalgono di questo boarderline tra generi spesso e volentieri e là dove la ruvidità del black non riesce ad arrivare, arrivan invece la possenza ed il nichilismo del grind. Il loro sound, riminiscente dei primi Krieg e dei Lust fa sì che il livello di sporcizia sia garantito! Ci son chiaramente delle considerazioni da farsi, questo lavoro va preso integralmente o lasciato perdere del tutto. Nella sua miscela infatti "The New Era" puó risultare a momenti una bomba, ma alla lunga risulta essere un lavoro non per tutti i giorni. Infatti i Cavus danno un colpo talmente forte che non tutti son capaci di riceverlo e sopratutto di sopportarlo, un bene ed un male che purtroppo creano uno stato di incertezza.
Il loro sound e le scelte di produzione risultano essere una lama a doppio taglio che, da un lato, riesce a colpire l'ascoltatore ma, dall'altro, taglia qualunque possibilità per la band di lasciare il segno, come invece un lavoro simile dovrebbe fare. I dieci brani proposti son tutti validi singolarmente, ma nella loro totalità si lascian andare troppo ed, invece che concentrare il lato valido di tutti in un contesto totalmente convincente, risultan essere a momenti dispersivi e fini a sé stessi. Un discorso che forse sarebbe potuto esser differente, se i nostri avessero condensato le idee magari in due brani in meno, ma creando un lavoro che potesse far centro.
Altro punto importante di questo paradosso è la produzione, corposa ma non affilata. La scelta voluta di creare un prodotto simile toglie strati di frequenze alla batteria che risulta scarna e si perde nella tempesta generata dalle voci e dalle chitarre ed in cui il basso copre la cassa per una buona misura. Una produzione alla Goetia avrebbe forse reso il disco piú tagliente e piú vicino al pubblico. Ci son delle vere e proprie perle in quest'album, ma i nostri le preservano per il finale, momento in cui il genio della band si fa avanti con brani strutturalmente più diretti, ma allo stesso tempo audaci. Entrambe "Come To Me Shadows" e "There Will Be Blood" rappresentano per il sottoscritto l'apice sul quale la band potrebbe concentrarsi, mantenendo la violenza dei generi proposti, ma allo stesso tempo la semplicità della proposta che avrebbe maggior presa sull'ascoltatore medio, con una vena quasi melodica come quella presentata nel riffing dell'ultimo brano.
A modo suo "The New Era" ha tanto da dire e riporta a galla un gruppo che forse per troppo tempo era sparito ed era stato dimenticato. Con la vera speranza che i nostri non spariscano nuovamente tra le nebbie dell'underground, mi auguro che questo lavoro marchi l'inizio di una vera e propria nuova era per il combo finnico che ha assolutamente tanto da portare sul tavolo e mostrare ai seguaci della nera fiamma.

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