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Powerwolf: Un buon lavoro con qualche caduta Powerwolf: Un buon lavoro con qualche caduta Hot

Powerwolf: Un buon lavoro con qualche caduta

recensioni

gruppo
titolo
The Sacrament Of Sin
etichetta
Napalm Records
Anno

01. Fire & Forgive

02. Demons Are A Girl’s Best Friend

03. Killers With The Works

04. Incense & Iron

05. Where The Wild Wolves Have Gone

06. Stossgebet

07. Nightside Of Siberia

08. The Sacrament Of Sin

09. Venom Of Venus

10. Nighttime Rebel

11. Fist By Fist – Sacralize Or Strike

 

Line Up: 

Attila Dorn – Vocals

Matthew Greywolf – Lead And Rhythm Guitar

Charles Greywolf – Rhythm Guitar, Studio Bass

Falk Maria Schlegel – Keyboards

Roel Van Helden -  Drums

opinioni autore

 
Powerwolf: Un buon lavoro con qualche caduta 2018-08-10 21:23:35 Gianni Izzo
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Gianni Izzo    10 Agosto, 2018
Ultimo aggiornamento: 10 Agosto, 2018
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I lupi mannari Powerwolf sono tornati per il settimo album della loro carriera. Un ritorno sul mercato, a tre anni di distanza dal precedente “Blessed & Possessed”, un ritorno celebrato in pompa magna dalla Napalm Records, che ha confezionato anche una versione con 2 cd di “The Sacrament Of Sin”, dove la seconda parte è dedicata ad alcuni classici della band coverizzati da nomi importanti del metal europeo quali: Heaven Shall Burn, Eluveitie, Epica e tanti altri.

A noi di allaroundmetal.com ci è toccato esclusivamente il disco singolo da poter recensire, ne approfittiamo per ringraziare la Napalm Records, per averci concesso di ascoltarlo nel modo più scomodo possibile: attaccati al pc, esclusivamente in streaming. Della serie che facevo prima ad ascoltarmelo su Spotify a questo punto.

La carriera dei Powerwolf è costellata di ottimi episodi, che si sono negli anni contrapposti ad un modus operandi diventando un filo troppo ripetitivo, (dove “filo” è un eufemismo ironico), nelle soluzioni musicali, così come nei titoli e nei testi. Per dire, la prima vera novità che salta all'orecchio in “The Sacrament Of Sin” è che per la prima volta la band dei fratelli Greywolf, fa a meno degli “Halleluya” e “Mater Maria”, disseminati di norma dovunque nei dischi precedenti, il che è un vero sospiro di sollievo.
Anche dal punto di vista musicale, pur rimanendo ancorati al loro stile inconfondibile, Attila ed i suoi hanno deciso di cambiare qui e li, le carte più classiche della loro musica, rallentando un filo i ritmi, e puntando molto più su sinfonia ed epicità. Ottima in questo senso l’oscura power ballad “Where The Wild Wolves Have Gone”, le pompose atmosfere della cinematica “Stossgebet”. Bella l’idea di rifarsi ai classici cori dal sapore slavo in “Nightside In Siberia”, così come quella di inserire accenni celitici in “Incense & Iron”.
Riuscite anche le più classiche “Venom Of Venus”, “Killers With The Cross” e “Fist By Fist”, che pur tornando a riproporre i più classici stilemi del sound Powerwolf, suonano più ispirate e fresche rispetto a “Fire & Forgive” e “Demons…” scelte come apripista del disco, ma che suonano già vecchie e svuotate di mordente fin dal primo ascolto. Così come suona inutile e particolarmente odiosa la tirata title-track, che si rifugia in un refrain costruito su una successione di accordi abusati da chiunque.

“The Sacrament Of Sin” ha dei suoni potenti ed è pregno di orchestrazioni, più presenti che mai, con qualche elemento che vuol suonare come evoluzione di un sound che effettivamente continua a basarsi su solide regole, difficili da scardinare per i Powerwolf. La pecca più grande è presentata da alcuni episodi davvero troppo poco ispirati, e che suonano come “ti piace vincere facile?” lontani un miglio, ma che in realtà fanno perdere un po’ di punteggio al risultato finale dell’album, che è in breve la perfetta metafora della carriera dei Powerwolf, con momenti davvero ottimi alternati ad altri non all'altezza di un nome ormai importante della scena metal.

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