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Knock Out Kaine: Sleaze Rock dall' Inghilterra Knock Out Kaine: Sleaze Rock dall' Inghilterra Hot

Knock Out Kaine: Sleaze Rock dall' Inghilterra

recensioni

titolo
House Of Sins
etichetta
DOTT Records
Anno

 

01.  The Welcome

02.  House Of sins

03.  Liquor Up

04.  Little Crystal

05.  Set The Night On Fire

06.  Backstreet Romeo

07.  Skinstar

08.  Coming Home

09.  Going Down (She Goes)

10.  Time

11.  Somebody save Me

12.  Moving On

13.  Coming Home (Radio Edit)

 

 

opinioni autore

 
Knock Out Kaine: Sleaze Rock dall' Inghilterra 2013-01-13 10:11:45 Corrado Franceschini
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Corrado Franceschini    13 Gennaio, 2013
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Sponsorizzati al massimo questi Sleaze Rockers inglesi, più precisamente delle Midlands, Knock Out Kaine. E’ da notare il gioco di parole K.O. Kaine = Cocaina; tutto chiaro no?! I K.O.K. sono stati giudicati da Kerrang come migliore gruppo senza contratto, oggi lo hanno, premiati con il voto di 8/10 dalla rivista inglese Classic Rock per l’E.P. “ Set The Night On Fire” e la stampa tedesca ha reputato il CD “House Of Sins” migliore album Sleaze da parecchi anni a questa parte. Conoscendo il nazionalismo di certa stampa inglese e il suo sensazionalismo nel volere trovare la “next big thing” a tutti i costi mi sono avvicinato al Cd con i classici piedi di piombo ed ecco ciò che ho ascoltato. Una breve intro “circense” intitolata “The Welcome” ci getta direttamente tra le note del riff roccioso di “House Of Sins”; la partenza è decisamente buona. “Liquor Up” vince e convince grazie al suo Sleaze/Hard. “Little Crystal”, il cui titolo non lascia spazio alla immaginazione, fa capire quanto sono selvaggi questi puledri e quanto abbiano voglia e forza di scalciare. Attenti a non guidare la macchina mentre avete il Cd/MP 3 nell’autoradio ne tanto meno se siete sotto l’effetto di “piccoli cristalli”; rischiereste di investire qualcuno. “Set The Night On fire” ha una ritmica così pesante che potrebbe schiacciare la vostra cassa toracica. Arriva “Backstreet Romeo” e…ma cosa succede?! I Rolling Stones di “Lady Jane” e “Wild Horses” sono la base lenta dalla quale parte la canzone che, nel prosieguo, tende all’ Hard. Va bene dai! Un break ci può stare. “Skinstar” ha una parte centrale che ricorda la produzione del Bon Jovy più melodico e qui comincio a chiedermi dove sono finiti gli influssi di Motley Crue, Guns N’ Roses ed L.A. Guns che erano presenti nei primi pezzi. “Coming Home” è la immancabile ballata da accendini accesi a fine concerto e la sua riproposta come bonus track in versione radio edit posta a fine Cd non fa altro che ribadire il concetto. A questo punto è obbligatorio chiedersi se i selvaggi puledri sono chiusi nella stalla a riposo. Per tutta risposta arriva”Going Down” che, con la sua verve da party Rock, ci fa tornare a battere il piede e ci fa cantare il ritornello a squarciagola. “Time” è un validissimo esempio di Rock Hard melodico e mantiene una certa originalità rispetto ai soliti ritmi sentiti altre volte; la chitarra, poi, gioca al meglio il suo ruolo. “Somebody Save Me” (nessuna relazione con l’omonimo brano dei Cinderella), è un buon Rock – Hard con solo scatenato ma il finale è tirato troppo per le lunghe. “Moving On” segue lo stile dei Gunners ma non lascia un segno tangibile. A chiudere, come detto, “Coming Home (Radio Edit)” che, in tutta onestà, poteva esserci risparmiata. I Knock Out Kaine hanno coprodotto “House Of Sins” assieme a Ewan Davies (Therapy?, Arctic Monkeys) Mentre le canzoni sono state mixate da Roy Staff (Black Sabbath, Cradle Of Filth). Ciò che è uscito da questo insieme di menti è un lavoro buono che vive però di alti e bassi. Solo il tempo ci dirà se i Knock Out Kaine saranno un gruppo da acclamare o la classica meteora che passa e svanisce dopo un paio di dischi.

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