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Gli Expiatoria non convincono Gli Expiatoria non convincono

Gli Expiatoria non convincono

recensioni

titolo
“Crimson evil eyes”
etichetta
Autoproduzione
Anno

 

TRACKLIST:

1. Prelude to Darkness: 06.49

2. The Librarian: 04.41

3. Nails: 07.20

 

 

LINE UP

Fabrizio "Jason" Bottaro - voce

Massimo Malachina - chitarra

Edoardo Napoli - chitarra

GB Malachina - basso

Maurizio Solarino - batteria

opinioni autore

 
Gli Expiatoria non convincono 2018-08-15 10:22:10 Ninni Cangiano
voto 
 
2.0
Opinione inserita da Ninni Cangiano    15 Agosto, 2018
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Gli Expiatoria si formano a Genova addirittura nel 1987 ed hanno alle spalle diversi demo tra gli anni ’90 e l’ultimo decennio. Mi sono stati presentati come “dark metal”, mentre su Encyclopaedia Metallum si parla di gothic metal; mi aspettavo dunque qualcosa che rientrasse nei miei consueti canoni di ascolto, invece sono rimasto spiazzato perchè ho trovato poco di “dark” e praticamente niente di “gothic” in quello che ho ascoltato, mentre riscontro più una specie di horror metal, con qualche richiamo al doom qua e là, un pizzico di thrash, cui si aggiunge ogni tanto un growling in stile metal estremo (alquanto fastidioso, ad essere sincero). Ma passiamo all’analisi di questo “Crimson evil eyes”, uscito a marzo 2018, dotato di artwork minimale (che fa pensare al black metal) e composto da 3 brani abbastanza lunghi e complessi. Ci sono diverse cose che non convincono nella musica degli Expiatoria. In primis proprio la lunghezza esagerata di due pezzi su tre; già il genere non è dei più orecchiabili, “allungare il brodo” diventa poi controproducente; entrambe le canzoni, infatti, sarebbero state più efficaci con un paio di minuti in meno. La voce del singer poi non mi entusiasma più di tanto; se nelle parti più pacate e cupe sembra funzionare meglio, non mi convince invece quando tenta di salire sulle note più alte. Oltretutto, per la musica oscura degli Expiatoria mi sembra sia necessaria maggiore espressività e calore, dando prevalenza alle note più basse. Una più ampia varietà nelle composizioni, inoltre, potrebbe anche rendere arioso ed appetibile l’ascolto che, a questa maniera, risulta abbastanza claustrofobico (“The librarian”, ad esempio, è un po’ troppo ripetitiva). Peccato perchè ci sono anche alcuni spunti interessanti in questi brani, come ad esempio la parte iniziale di “Nails”, acustica e quasi struggente, rovinata poi dall’ingresso del growling e dalla monotematicità delle chitarre. La produzione, infine, non è granché (specie sui piatti del buon batterista Maurizio Solarino), anche se mi rendo conto che, trattandosi di un’autoproduzione, non si può pretendere la luna nel pozzo. Mi aspettavo qualcosa di differente da questo disco che non riesce a colpirmi in positivo; date comunque un ascolto a “Crimson evil eyes” degli Expiatoria, magari riuscirete a giudicare diversamente da me.

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