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Un buon debutto per gli svedesi Candle Un buon debutto per gli svedesi Candle Hot

Un buon debutto per gli svedesi Candle

recensioni

gruppo
titolo
"The keeper's curse"
etichetta
Fighter Records
Anno

 

TRACKLIST:

1.      Intro

2.      The secret

3.      Light at the end

4.      Frozen with fear

5.      Betrayal

6.      Dancing lights

7.      Embraced by darkness

8.      No peace for my soul

9.      Vengeance

 

 

LINE-UP:

Juhani Pihlajainen – Bass

Jorma Pihlajainen – Drums

Erik Nordkvist – Vocals

Markus Janis – Guitars

Christian Kanto – Guitars

opinioni autore

 
Un buon debutto per gli svedesi Candle 2018-08-18 15:41:21 Ninni Cangiano
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Ninni Cangiano    18 Agosto, 2018
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I Candle arrivano dalla Svezia e sono stati fondati nel 2015 dal chitarrista Markus Janis; dopo aver firmato per la spagnola Fighter Records, a febbraio del 2018 hanno rilasciato il loro debut album, intitolato “The keeper’s curse”. Niente a che vedere con i “keepers” degli Helloween, dato che i Candle non suonano power metal, ma un robusto heavy metal al confine con il thrash, sonorità queste ultime che ritroviamo soprattutto nei riff delle due chitarre e nel drumming forsennato dell’ottimo Jorma Pihlajainen. Il disco è composto da 8 brani, cui si aggiunge l’immancabile inutilissima intro (da saltare per non sprecare minuti preziosi della propria vita); i vari ascolti che ho dato al lavoro degli svedesi sono stati indubbiamente piacevoli, anche se effettivamente manca una vera hit che valga da sola l’acquisto del cd. Il punto di forza dei Candle è nella voce del buon Erik Nordkvist, che forse qualcuno ricorderà anni fa nei mitici Blazon Stone; il singer, infatti, ha una voce pulita e squillante che si sposa a meraviglia con il sound della band, smussandone anche le spigolosità, ma senza perdere mai un grammo di aggressività. Ciò che invece i Candle potrebbero ancora migliorare (escludendo la futilità di una siffatta intro) è il songwriting; i brani più lunghi, infatti, sembra che perdano un attimo in efficacia, specie nella conclusiva “Vengeance”, la quale obiettivamente è il pezzo meno riuscito del lotto. L’altro pezzo lungo, “Frozen with fear”, almeno ha delle parti soliste chitarra e basso molto piacevoli e, con una piccola sforbiciata fra il terzo e quarto minuto, sarebbe sicuramente un ottimo brano. Trattandosi di un debut album siamo comunque su ottimi livelli e le qualità per fare ancora meglio di così non mancano certo a questi Candle. Per adesso “The keeper’s curse” viene promosso ampiamente ed attendiamo la prossima prova.

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