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Il debut album dei Kill Everything sarà con ogni probabilità il disco più brutale del 2018 Il debut album dei Kill Everything sarà con ogni probabilità il disco più brutale del 2018

Il debut album dei Kill Everything sarà con ogni probabilità il disco più brutale del 2018

recensioni

titolo
Scorched Earth
etichetta
Comatose Music
Anno

GENERE: Brutal Death Metal 

FFO: Devourment, Cannibal Corpse, Dying Fetus, Abominable Putridity 

LINE UP: 
Mike Majewski - vocals 
Brian Wynn - guitars 
Weston Wylie - guitars, vocals 
Jeff Huffman - bass 
Shane Newbrough - drums 

TRACKLIST: 
1. Kill Everything [04:35] 
2. Scorched Earth [02:52] 
3. Intrinsic Vexation [03:47] 
4. Bereft of Humanity [04:16] 
5. Thermal Liquidation [04:16] 
6. It's a Wonderful Knife [03:09] 
7. Laid to Waste [03:03] 
8. Carnivorous Lunar Activities [04:29] 

Running time: 30:27 

opinioni autore

 
Il debut album dei Kill Everything sarà con ogni probabilità il disco più brutale del 2018 2018-08-19 15:16:32 Daniele Ogre
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    19 Agosto, 2018
Ultimo aggiornamento: 19 Agosto, 2018
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Non c'è niente da fare: quando in redazione m'arriva un promo marchiato Comatose Music, posso essere sicuro a scatola chiusa che mi ritroverò davanti ad un disco delicatissimo, soave come una mattina primaverile... Si nota il sarcasmo, vero? Scherzi a parte, dall'etichetta americana ci arriva questa volta il debut album dei texani Kill Everything, "Scorched Earth": mezz'ora di Brutal Death della vecchia scuola, in cui orpelli tecnici e qualsivoglia melodia sono bandite.

Un sound, quello dei Kill Everything, che ricorda molto da vicino quello dei Devourment e per un motivo ben preciso: la presenza in formazione dei membri fondatori Mike Majewski (voce) e Brian Wynn (chitarre), che insieme al defezionario chitarrista Kevin Clark facevano parte per l'appunto della line up della colossale band Brutal di Dallas. Suona quindi naturale ritrovare nel lavoro dei Kill Everything gli ingredienti che hanno fatto la fortuna dei Devourment, così come, tra l'altro, di altri gruppi di belle speranza come Cannibal Corpse e Dying Fetus. Avrete insomma capito che quanto propone il quintetto texano è assolutamente nelle corde degli amanti del Brutal Death nella più pura accezione del termine. Tra pattern di batteria assimilabili ad un martello pneumatico ed un lavoro chitarristico pesante e claustrofobico - l'uso di chitarre a 8 corde direi che aiuta non poco in questo -, si stagliano le cavernose growlin' vocals di Majewski che, senza strafare e rimanendo semplicemente in quello che è il canone del genere, riesce ad offrire una prestazione buonissima. Blast beats di velocità inaudite si mischiano a possenti rallentamenti (è in questi ultimi momenti estremamente pieni di groove che esce fuori l'ombra dei Dying Fetus a mio avviso), creando un continuo vortice di violenza che non subisce nemmeno un'oncia di calo ed in cui i Kill Everything non si concedono un attimo di pausa, procedendo come un inarrestabile rullo compressore grazie a brani come "Bereft of Humanity", la monolitica title-track e "Thermal Liquidation" (i restanti cinque pezzi, in ogni caso, non sono da meno).

Come da titolo della recensione, "Scorched Earth" dei Kill Everything si candida seriamente - e credo avrà vittoria facile - come il disco più brutale del 2018. Non si concedono innovazioni, non promettono di fare null'altro se non quello che sanno fare meglio, ossia tirare mazzate allucinanti per mezz'ora: una ricetta semplicissima quella dei Kill Everything, ma che risulta estremamente vincente. E per usare una similitudine culinaria: è mica un caso che la maggior parte delle persone a piatti gourmet preferisca una 'sana' aglio olio e peperoncino, no?

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