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Vetrarnott, un esordio assolutamente convincente! Vetrarnott, un esordio assolutamente convincente! Hot

Vetrarnott, un esordio assolutamente convincente!

recensioni

titolo
Scion
etichetta
Self produced
Anno

Tracklist:
01. The Tide
02. Unbound
03. Helvegr
04. La Voce Degli Dei

Lineup:
Gar Ulfr - bass, vocals, keys, programming
Valer - guitars
Osculum - guitars

opinioni autore

 
Vetrarnott, un esordio assolutamente convincente! 2018-09-02 11:00:44 Rob M
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Rob M    02 Settembre, 2018
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I Vetrarnott son un progetto italiano che merita un occhio di riguardo. Esordienti quest'anno con il loro "Scion", il progetto pugliese porta sul tavolo una buona dose di old-school black metal sulla scia di "Frost" degli Enslaved, The Black "Priest Of Satan" (a livello di composizioni piú che di suoni), e primissimi Borknagar con il loro esordio datato 1996.
Il risultato è come potreste immaginare un black abbastanza tirato ma allo stesso tempo non primitivo e rozzo come altre band nord europee han insegnato. Infatti, son diverse le parti in cui i nostri si spingono leggermente oltre le classiche chitarre zanzarose e lo scream rauco per offrire tra le varie scelte: chitarre acustiche, lead guitars coinvolgenti, un uso intelligente di epiche voci corali come nella riuscitissima "Unbound", nonchè interessanti soluzioni come nell'intermezzo "Helvegr".
Se da un lato la carenza di "ispirazione" è facilmente notabile, dato che la band si rifà a qualcosa di già sentito piuttosto che sperimentare in proprio, l'altra faccia della medaglia mostra un progetto che se pur esordiente riesce ad incantare con tre brani possenti, ben amalgamati, ed in cui la genuina voglia di offrire omaggio ai grandi del passato riesce a trascinare dal primo all'ultimo istante.
Se pur sotto i venti minuti di durata, "Scion" non lascia mai una sensazione di incompletezza ma anzi, come EP in sé questo lavoro spacca! La conclusiva "La Voce degli Dei" mette in risalto una band con un futuro brillante davanti a sé e che potrebbe diventare senza alcun problema una delle realtà italiane da tenere in considerazione tra le nuove leve black nazionali.
Ora, se a livello di musica i nostri convincono in pieno, non son rimasto particolarmente impressionato dalle scelte tematiche che han prediletto la mitologia nordica ad altri topic. Non che questo sia necessariamente un male dato che altre band italiane han fatto lo stesso negli ultimi vent'anni e piú, peró avrei preferito vedere i nostri espandere per esempio l'uso dell'italiano (dato che la loro miscela di musica e lyrics convince in pieno proprio con il brano conclusivo dell'EP) e magari una mitologia piú vicina alle proprie radici.
Altra nota che mi ha lasciato un pelo titubante è stata l'etichetta "prog-blackmetal" che non rende giustizia alla proposta della band dato che il sound dei nostri non ha niente di prog ne a livello di composizioni ne a livello di suoni. Il prog lo lascerei fuori dal genere suonato dai Vetrarnott e manterrei, sempre personalmente, i piedi in terra con la semplice etichetta blackmetal. Questo perchè per un orecchio attento i nostri non offrono niente di diverso da ció che le band d'influenza sopracitate proponevano oltre vent'anni fa e quindi perchè complicare le cose con definizioni che non risultino veritiere?
Con la speranza che un prossimo lavoro non richieda anni di lavorazione, auguro un "in bocca al lupo" ai nostri ed un sentito "complimenti!" per questo primo passo davvero solido e ben riuscito!

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