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Rithiya Henry Khiev, tecnica ed originalità, ma non solo Rithiya Henry Khiev, tecnica ed originalità, ma non solo

Rithiya Henry Khiev, tecnica ed originalità, ma non solo

recensioni

titolo
“Eviscerated realm”
etichetta
Autoproduzione
Anno

 

TRACKLIST:

1.      Kapler

2.      Restrained escape

3.      Research hindered

4.      Eviscerated realm

5.      Blackened heart

 

 

LINE-UP:

Rithiya Henry Khiev – all instruments

opinioni autore

 
Rithiya Henry Khiev, tecnica ed originalità, ma non solo 2018-09-11 08:41:14 Ninni Cangiano
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Ninni Cangiano    11 Settembre, 2018
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Rithiya Henry Khiev è il nome di un chitarrista americano che ha esordito lo scorso anno con un EP intitolato “The finite cycle”, purtroppo non notato in tempo tra le varie proposte che arrivano periodicamente in redazione; ad inizio di settembre il musicista statunitense ha pubblicato un secondo EP autoprodotto, intitolato “Eviscerated realm”, che ha subito attirato la mia attenzione. E’ raro, infatti, avere un disco metal strumentale a base neo-classica e sinfonica. Almeno così era presentato questo lavoro, ma probabilmente le note accompagnatorie non erano complete, perchè oltre al metal sinfonico e neo-classico (per via dei barocchismi della chitarra), vi è anche un po’ di electro (specie all’inizio), qualcosa di prog, perfino qualcosa di metal estremo quando la batteria (purtroppo realizzata al computer) si lascia andare al blast-beat più sfrenato nelle ultime due tracce. Sembrerebbe quasi di ascoltare una versione strumentale dei Cynic, mischiati ai Mekong Delta. Oltre ad essere eterogenea, la musica di Rithiya Henry Khiev è indubbiamente ardita ed originale e si presterebbe, qualora ci fosse un singer, a diverse interpretazioni canore, siano esse estreme, che pulite ed acute. Normalmente faccio fatica ad ascoltare un intero disco strumentale, specie se poi così particolare ed originale, ma questa volta devo fare i miei complimenti a Rithiya Henry Khiev perchè ogni ascolto aveva poi necessità alla fine di premere nuovamente il tasto “play”. Se siete alla ricerca di qualcosa di originale nel metal, date un ascolto a questo “Eviscerated realm”, perchè potreste rimanerne ammaliati, come è successo al sottoscritto. Per il futuro spero che Rithiya Henry Khiev trovi un vero batterista (ne ha davvero bisogno) e continui a regalarci simili perle!

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