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I Mantar si confermano come una delle più interessanti realtà estreme d'Europa I Mantar si confermano come una delle più interessanti realtà estreme d'Europa

I Mantar si confermano come una delle più interessanti realtà estreme d'Europa

recensioni

gruppo
titolo
The Modern Art of Setting Ablaze
etichetta
Nuclear Blast
Anno

PROVENIENZA: Germania 

GENERE: Sludge/Black Metal 

FFO: Tombs, Inter Arma, Celeste, Crowbar, Darkthrone 

LINE UP: 
Hanno - vocals, guitars 
Erinc - drums 

TRACKLIST: 
1. The Knowing [01:54] 
2. Age of the Absurd [03:48] 
3. Seek + Forget [04:14] 
4. Taurus [04:38] 
5. Midgard Serpent (Seasons of Failure) [04:30] 
6. Dynasty of Nails [04:52] 
7. Eternal Return [03:56] 
8. Obey the Obscene [04:27] 
9. Anti Eternia [03:58] 
10. The Formation of Night [04:22] 
11. Teeth of the Sea [03:21] 
12. The Funeral [05:25] 

Running time: 49:25 

opinioni autore

 
I Mantar si confermano come una delle più interessanti realtà estreme d'Europa 2018-09-12 10:35:56 Daniele Ogre
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    12 Settembre, 2018
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Ha quasi dell'incredibile quanto abbiano raggiunto i Mantar in soli sei anni, partendo dal disco che li fece notare al mondo, "Death by Burning", passando per il seguente "Ode to the Flame", album che segnò il passaggio del duo tedesco sotto Nuclear Blast. Ma la vena compositiva di Hanno ed Erinc non si è ancora esaurita, per cui eccoli qui, dopo solo due anni, con una nuova fatica su lunga distanza: "The Modern Art of Setting Ablaze", ancora prodotto da Nuclear Blast.

Come i precedenti lavori è il fuoco il filo conduttore della produzione dei Mantar, così come resta l'immediatezza della proposta del duo di Amburgo: un sound ruvido come carta vetrata, graffiante, in cui convivono i suoni fangosi dello Sludge e quelli più taglienti marcatamente Black, uniti da un'attitudine Punk che si riversa soprattutto nelle vocals di Hanno. Il merito maggiore dei Mantar è, comunque, quello di rendere estremamente godibile un sound che per lo più potrebbe essere ostico indovinando ogni passaggio, segno di un songwriting maturo; si passa dunque da pezzi di più facile assimilazione come "Age of the Absurd" e "Seek + Forget", fino alla ad arrivare alla conslusiva "The Funeral", brano in cui probabilmente più che negli altri è possibile trovare certe influenze che fanno pensare ai Crowbar. Comune denominatore di ogni pezzo è, poi, la cura con cui sono stati scritti i refrain: i già citati due brani iniziali, le seguenti "Taurus" e "Midgard Serpent (Seasons of Failure), ma così anche, a caso, "Eternal Return" o "Anti Eternia"... il duo teutonico riesce a tirar fuori dei ritornelli che, in sede live come su disco, cattureranno l'audience con facilità disarmante.

Come il tema portante della loro discografia, quello dei Mantar è un fuoco che continua a bruciare e che è ben lungi dall'estinguersi. Il particolare stile della band tedesca riesce ad abbracciare con facilità disarmante più generi, consentendo ai nostri di poter trovare nuove schiere di fans - senza contiamo chi già li adora - nei più diversi substrati della scena Metal. I Mantar sono, insomma, una band che potrà piacere di sicuro tanto ai fans di Crowbar, Down, Eyehategod, Corrosion of Comformity, quanto a quelli di Darkthrone o Tombs o gli ImpNaz del medio periodo. "The Modern Art of Setting Ablaze" è un album che s'ascolta con piacere e tutto d'un fiato, e credo non ci sia modo migliore per promuovere un'ottima opera.

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