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I Lioncage con il terzo disco, quello della verità I Lioncage con il terzo disco, quello della verità Hot

I Lioncage con il terzo disco, quello della verità

recensioni

gruppo
titolo
Turn Back Time
etichetta
Pride & Joy Music
Anno

Tracklist: 1. Heaven’s Gate, 2. Black Water, 3. Comfort Me, 4. Blind, 5. Turn Back Time, 6. Believe In Magic, 7. The Walls, 8. Dead Man Walk, 9. So Long Ago, 10. How Can U Say, 11. Let The Children Dance, 12. How Does It Feel

 

Lioncage:

Thorsten Bertermann (v), Torsten Landsberger (d), Lars König (g), Arvid Lucas (b), Bülent Sezen (d)

 

Guests:

Anya Mahnken (Beyond The Black, Unheilig u.a.)- vocals on track 9;

Olaf Senkbeil (Dreamtide) – vocals on track 5;

Neil Murray (Whitesnake, Black Sabbath etc) – bass on track 1;

Joe Castellini– guitar on track 3

opinioni autore

 
I Lioncage con il terzo disco, quello della verità 2018-09-12 10:37:50 Federico Orano
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Federico Orano    12 Settembre, 2018
Ultimo aggiornamento: 12 Settembre, 2018
#1 recensione  -   Guarda tutte le mie opinioni

Il terzo disco è spesso quello della verità, o almeno questa è la regola non scritta della scena metal e hard rock. I Lioncage avevano pubblicato un buon debutto nel 2015 con “Done At Last”, salvo poi perdere leggermente il cammino con il secondo disco, “The Second Strike”, uscito lo scorso anno.

Ora arriva il momento di “Turn Back Time”, con una dozzina di songs dal sound melodic hard rock e aor con sonorità moderne date dagli arrangiamenti (ascoltare “Comfort Me”, per esempio) e qualche momento dal tocco progressivo, come nella riuscita opener “Heaven’s Gate“. Ne esce un buon disco, che non verrà ricordato nella storia, ma che si fa ascoltare con piacere. Bene la partenza con la già citata song di apertura e soprattutto con la melodica “Black Water”, che mette in mostra tutto il potenziale del gruppo in un bel mix tra Harem Scarem, FM e Toto. Peccato che il disco abbia anche dei momenti sottotono e non aiuta di certo la prestazione vocale di Thorsten Bertermann; il singer tedesco mostra poca espressività in certe situazioni e brani come “Turn Back Time”, dal buon refrain, ne risentono. Il tocco prog che dicevamo esce tutto nell'elegante “Dead Man Walk”, che mostra le doti e la classe della band, ma una manciata di brani sottotono come “Blind” e “Believe In Magic” lasciano il segno in negativo.

Dicevamo disco della verità. E la verità è che i Lioncage sono autori di un buon disco, ma che non convince del tutto. Le potenzialità della band sono elevate, ma la tracklist presenta troppi alti e bassi per poter fare pieno centro.

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