A+ A A-
 

Un disco che all'inizio fa storcere il naso, ma dopo un po'... Heruka - Deception's End Un disco che all'inizio fa storcere il naso, ma dopo un po'... Heruka - Deception's End Hot

Un disco che all'inizio fa storcere il naso, ma dopo un po'... Heruka - Deception's End

recensioni

gruppo
titolo
Deception's End
etichetta
Narcoleptica Productions
Anno

TRACKLIST:

1. Heruka - The Meeting*

2. Adhes - Auxim's Killing*

3. Zeima and Eracli - Ilmar's Realm*

4. Monrgh - The Two Swords *

5. Takar - The Enigma*

6. Heruka - The Return*

7. Heruka - A Night of Agony

8. Gurnow - Nemuri Shi and the Alliance

9. Feerduim - Premonition

10. Amsarctra - Nekrom's Rescue

11. Chailosis - The Revelation 

12. Zoryas - Emhos' Army

13. Bethuria - The Three Entities

14. Treistela - The Last Rampart

15. Coisomo - Deception's End

16. Outro - Coisomo's Breath

 * Re-recorded from "Leggenda" (EP 2005)

 

FORMAZIONE: 

Nekrom - Vocals

Adranor - Guitars

Moha - Bass

Nemuri Shi - Drums

 

DISCOGRAFIA:

 

Doxa Epicurea (Demo - 2000)

Leggenda (EP - 2005) 

Deception's End (Full-length 2018)

 

opinioni autore

 
Un disco che all'inizio fa storcere il naso, ma dopo un po'... Heruka - Deception's End 2018-09-12 17:22:48 Danilo Dardano
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Danilo Dardano    12 Settembre, 2018
Ultimo aggiornamento: 13 Settembre, 2018
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Diciotto anni di attività per una band, gli Heruka, che ha pubblicato ben poco: soltanto una demo, un EP e questo full-length molto atteso.
In realtà, si tratta di un doppio disco: la prima parte, infatti, è composta dai sei brani che erano proposti nell'EP "Leggenda", del 2005, e i successivi dieci sono il vero e proprio "Deception's End". La sensazione di stare ascoltando due dischi diversi è evidente: soprattutto nei primi 3 brani si avverte la poca maturità della band in quel periodo. Il sound di questa parte del disco, è piuttosto confuso: la chitarra solista viene quasi sommersa dal muro sonoro delle percussioni e della chitarra ritmica, mentre un grande rilievo è dato al basso, che si occupa tanto di dare spessore ai riff, quanto di impreziosire i brani di linee melodiche anche ben scritte, ma dal sound piuttosto deludente. Dopo il quarto brano, Monrgh – The Two Swords, avviene un cambiamento radicale: i brani cominciano ad essere via via più intriganti, hanno più mordente e più carattere. Se la prima parte del disco poteva essere stilisticamente vicina a gruppi come Moonspell e, in minima parte, ai Samael, adesso il sound è più personale ed eterogeneo, talvolta ricorda i The Kovenant dei migliori anni, quelli di "Nexus Polaris", per intenderci, ma senza la stessa finezza e mantenendo uno stile più aggressivo. Il quinto brano è Takar – The Enigma, e rappresenta il salto di qualità del disco. Da questo punto in poi, nonostante i problemi di mixaggio piuttosto evidenti (la chitarra solista proprio non ne vuole sapere di uscire fuori), l'ascolto è entusiasmante e ogni brano cattura l'attenzione con nuove idee, come le voci pulite in Bethuria – The Three Entities. Una vera sorpresa che una band dal sound così diretto sia stata capace di creare, in maniera del tutto inaspettata, una parte corale così coinvolgente. Questo è sicuramente il mio brano preferito dell'intero lavoro, che migliora in creatività canzone dopo canzone.
L'unico vero e proprio neo del disco è la qualità delle registrazioni, non al livello di un full-length. Certo, in giro si è sentito molto di peggio, ma comunque è un peccato sentire una chitarra fare un assolo in tapping ad un volume effettivo così basso, così come non è piacevole sentire una batteria digitale dalle dinamiche così poco naturali (almeno nel contesto del metal).
La mia opinione finale è che si tratta di un disco non certo perfetto, ma che non lascia affatto l'amaro in bocca, nonostante un inizio lento e caotico.
Consigliato soprattutto per gli amanti del black metal melodico, ma senza addobbi pseudosinfonici. Sconsigliato, invece, soltanto agli affezionati delle produzioni pompose ed impeccabili.
Gli Heruka non sono i Dimmu Borgir, e questo è soltanto un bene.

Trovi utile questa opinione? 
30
Segnala questa recensione ad un moderatore
 

Recensione Utenti

Nessuna opinione inserita ancora. Scrivi tu la prima!

Per poter scrivere un commento ti devi autenticare o registrare
 
Powered by JReviews

releases

I russi Adfail ed un EP ai confini della noia
Valutazione Autore
 
2.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Un nuovo, bellicoso lavoro per i 28 anni di Marduk
Valutazione Autore
 
4.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Arrivano finalmente al debutto i deathsters ucraini Mutanter
Valutazione Autore
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Treat: i maestri del melodic hard rock scandinavo sono tornati!
Valutazione Autore
 
3.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Gioite, i Grounbreaker sono arrivati!
Valutazione Autore
 
4.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)

Autoproduzioni

Singolo pre-EP per la one man band russa Insidious One
Valutazione Autore
 
2.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Hitwood: a distanza di un anno il progetto italiano torna a bomba
Valutazione Autore
 
5.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Dark Weaver - groovin' metal!
Valutazione Autore
 
3.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Rithiya Henry Khiev, tecnica ed originalità, ma non solo
Valutazione Autore
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Come suggerisce il titolo, i Maxxwell si sono metalizzati!
Valutazione Autore
 
3.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Vetrarnott, un esordio assolutamente convincente!
Valutazione Autore
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)

partners

No tabs to display

allaroundmetal all rights reserved. - grafica e design by Andrea Dolzan

Login

Sign In

User Registration
or Annulla