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Ancora un buon disco per i The Unity Ancora un buon disco per i The Unity

Ancora un buon disco per i The Unity

recensioni

gruppo
titolo
"Rise"
etichetta
Steamhammer/SPV
Anno

 

TRACKLIST:

01. Revenge

02. Last betrayal

03. You got me wrong

04. The storm

05. Road to nowhere

06. Welcome home

07. All that is real

08. No hero

09. The willow tree

10. Above everything

11. Children of the light

12. Better day

13. L.I.F.E.

 

 

LINE-UP:

Gianbattista Manenti (vocals)

Michael Ehre (drums)

Henjo Richter (guitars)

Stef E (guitar)

Jogi Sweers (bass)

Sascha Onnen (keyboards)

opinioni autore

 
Ancora un buon disco per i The Unity 2018-09-14 16:26:43 Ninni Cangiano
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Ninni Cangiano    14 Settembre, 2018
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Per chi ancora non conosce i The Unity, occorre sapere che Henjo Richter e Michael Ehre (rispettivamente chitarrista e batterista dei Gamma Ray) portano avanti questo progetto parallelo dal 2016; accanto a loro praticamente c’è quasi tutta la band precedente di Ehre, i Love.Might.Kill (escluso solo il chitarrista Christian Stöver), scioltisi nel 2015 con due album alle spalle. I The Unity, dopo l’omonimo album uscito l’anno scorso, tornano quest’anno con un nuovo full-lenght intitolato “Rise” che sarà edito dalla Steamhammer / SPV anche in vinile limitato (500 copie) e boxset (altri 500 esemplari) con vari oggetti per collezionisti, come adesivi, patch, foto autografate, ecc. Ma veniamo al sound della band che, come immaginabile, molto deve ai Gamma Ray. In questo disco trovo parecchie assonanze al fin troppo vituperato “Sigh no more”, che rappresenta forse il disco di Kai Hansen & C. più melodico della carriera. Ed, infatti, il sound di casa The Unity è più orientato verso il melodic metal, che verso l’happy tipico dei Gamma Ray; a questo, si aggiunge anche un pizzico di hard rock made in USA, tanto per render l’idea di cosa vi aspetta in questi 12 pezzi più intro. Come prevedibile l’ascolto è molto gradevole e semplice ed il disco scorre via per quasi un’ora senza alcun intoppo o filler di sorta. Certo, per un fan dei Gamma Ray come il sottoscritto, forse i pezzi più tipicamente power sono i migliori, ed ecco in tal senso che si segnalano “Last betrayal” (molto teutonica), “Welcome home”, “All that is real”, per arrivare alla migliore in assoluto che è la splendida “Children of the light”, la classica hit che da sola vale l’acquisto del disco; molto bella anche “The storm”, per le sue melodie ruffiane, quasi hard rockeggianti. Tutto sommato, dunque, “Rise” dei The Unity è un ottimo disco, suonato bene e cantato altrettanto bene dal nostro connazionale Gianbattista Manenti; molto probabilmente non passerà alla storia del metal, ma sicuramente andrà incontro ai gusti dei fans del melodic metal in genere.

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