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Tornano i Pyrexia con un album particolarmente ispirato Tornano i Pyrexia con un album particolarmente ispirato

Tornano i Pyrexia con un album particolarmente ispirato

recensioni

gruppo
titolo
Unholy Requiem
etichetta
Unique Leader Records
Anno

PROVENIENZA: U.S.A. 

GENERE: Death Metal 

SIMILAR ARTISTS: Suffocation, Cannibal Corpse, Internal Bleeding, Decapitated 

LINE UP: 
Jim Beach - vocals 
Chris Basile - guitars 
Danny Trapani - guitars 
Shaun Kennedy - bass 
Alex Cohen - drums 

TRACKLIST: 
1. Unholy Requiem [02:57] 
2. Angels of Gomorrah [03:22] 
3. Wrath [03:13] 
4. The Annointed [03:08] 
5. Path of Disdain [03:01] 
6. The Fall of Eden [03:10] 
7. Blood to Ash [02:51] 
8. Moment of Violence [03:25] 

Running time: 25:07 

opinioni autore

 
Tornano i Pyrexia con un album particolarmente ispirato 2018-09-15 11:22:19 Daniele Ogre
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    15 Settembre, 2018
Ultimo aggiornamento: 15 Settembre, 2018
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Sono ormai quasi 30 anni che i Pyrexia sono in circolazione, eppure quello in esame oggi, "Unholy Requiem", è solo il quinto album per la band capitanata ancora oggi dal chitarrista Chris Basile; sarebbe pressoché inutile fare il conto degli innumerevoli cambi di formazione subiti dal quintetto di New York, basti dire che anche rispetto al precedente disco, "Feast of Iniquity", ci sono tre ulteriori nuove entrate: a Basile ed al bassista Shaun Kennedy (Internal Bleeding), si sono aggiunti il batterista Alex Cohen, il chitarrista Danny Trapani ed il vocalist Jim Beach (sappiamo tutti che fine ha fatto Erick Shute, no?).

Partiti anni fa come una "semplice" band Brutal, col passare degli anni i Pyrexia hanno man mano mutato lo stile in quello che possiamo ascoltare oggi, un sound estremamente vario che passa da stacchi ancora brutali in puro stile NY Death fino ad un più moderno Groove/Death, passando anche per momenti fortemente influenzati dal NYHC. Un mix di sonorità che letto così potrebbe forse lasciare interdetti, ma che invece risulta essere un punto di forza per la band newyorchese, grazie anche ad un lavoro chitarristico particolarmente ispirato: in "Unholy Requiem", infatti, possiamo sentire un Chris Basile in forma smagliante, ben coadiuvato dalla nuova ascia Danny Trapani. Come detto, questa quinta fatica dei Pyrexia gode di un buonissimo songwriting che, al netto di qualche calo per quanto riguarda la produzione, ci mostra una band capace di mettere sul piatto otto brani diretti che si lasciano ascoltare bene. Sezione ritmica e le vocals di Jim Beach si prestano volentieri nel seguire i dettami delle due asce, contribuendo alla buona resa dell'album sia nei momenti più marcatamente groove ("Path of Disdain" su tutte), sia quando si tratta di spingere sull'acceleratore ("Wrath", "The Annointed", in cui comunque non mancano pesanti momenti cadenzati).

"Unholy Requiem" è un album che nulla aggiunge e nulla toglie all'ambiente Death, ma resta il fatto che sia un disco onesto, suonato molto bene dai Pyrexia e dall'ascolto facile, vuoi anche per la durata esigua (il tutto arriva a 25 minuti). Album consigliato agli amanti del Death a tutto tondo, che il rischio di rimanerne delusi è praticamente pari a zero.

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