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Per la one man band russa Arkveid un affascinante debutto con un solo brano di quasi 40 minuti Per la one man band russa Arkveid un affascinante debutto con un solo brano di quasi 40 minuti Nuovo

Per la one man band russa Arkveid un affascinante debutto con un solo brano di quasi 40 minuti

recensioni

gruppo
titolo
Arkveid
etichetta
Another Side Records
Anno

PROVENIENZA: Russia 

GENERE: Atmospheric Black/Folk Doom Metal 

FFO: Agalloch, October Tide, Empyrium 

LINE UP: 
Sconosciuta 

TRACKLIST: 
1. I [39:11] 

Running time: 39:11 

opinioni autore

 
Per la one man band russa Arkveid un affascinante debutto con un solo brano di quasi 40 minuti 2018-09-15 15:53:24 Daniele Ogre
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    15 Settembre, 2018
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

In un certo qual modo, questa del debutto dei russi Arkveid è probabilmente una delle recensioni più strane che mi siano capitate in oltre 16 anni di carriera scribacchina. E' che praticamente non si hanno notizie su questo progetto, se non che è partito nel 2013 come duo, per poi ritrovarsi ad andare avanti come one man band; quale sia il nome dell'artista non si sa, così come la città di provenienza, non c'è un sito o una pagina sui social... niente. E quindi a parlare per Arkveid è solo ed esclusivamente la musica: e fortunatamente ci troviamo davanti ad un disco particolarmente interessante. Composto da un solo brano della durata di quasi 40 minuti - se vi vengono in mente gli Agalloch avete fatto centro, essendo l'influenza principale del progetto russo -, quest'album eponimo di Arkveid ha il duro compito di non annoiare, impresa che potrebbe apparire titanica. Il nostro sconosciuto musicista russo invece riesce a creare questo colossale brano con una certa varietà che tiene incollato l'ascoltatore. Va detto che bisogna riuscire a superare i primi 7 minuti, ma quando il brano finalmente si apre riusciamo a cogliere tutte le indubbie qualità di questo progetto, ricco di varie sfumature che molto devono agli Agalloch, come detto: tra Doom/Death, Black atmosferico e passaggi Folk, "Arkveid" è un album che vive soprattutto di atmosfere, il cui mood malinconico si riversa nel sound della one man band russa, ispirato dai Monti Urali, dalle sconfinate foreste e dai lunghi e rigidi inverni della regione.

E' un album incredibilmente ostico questo debutto di Arkveid, ma dopo i primi momenti di smarrimento non si può che rimanere affascinati dalla proposta di questo anonimo artista russo.

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