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Geisterfels - La Névrose De La Pierre Geisterfels - La Névrose De La Pierre Hot

Geisterfels - La Névrose De La Pierre

recensioni

titolo
La Névrose De La Pierre
etichetta
Six Raw Records
Anno

1- Les Ruines du Castel

2- La Sentinelle du Rhin

3- Im Nebel 

4- Il Neige sur l'Eltz

5- Geisterfels

6- Der Tod und die Schwarze Gräfin

7- La Chapelle Recousue

8- Puis Vint la Chute

 

opinioni autore

 
Geisterfels - La Névrose De La Pierre 2018-09-16 14:52:03 Anthony Weird
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Anthony Weird    16 Settembre, 2018
Ultimo aggiornamento: 16 Settembre, 2018
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Niente demo né EP per i francesi Geisterfels, che con “La Névrose de la Pierre”, debuttano direttamente con un full length. Black Metal che molto deve all’old school e agli anni ’90, ma che risulta essere figlio del suo tempo già dalle prime note. Chitarra acida in primissimo piano, tanto da sovrastare voce e batteria, niente vortici infernali o melodie troppo ossessive, ma si dà particolare attenzione alla sezione ritmica, tanto da sconfinare spesso e volentieri in territori già dominati dal thrash metal. Strana, stranissima, per non dire errata, è la definizione che la band stessa dà al proprio lavoro, definendolo un Atmospheric Black Metal, ma sinceramente io di atmosferico non ho sentito quasi nulla: niente Atmospheric, niente Black-Gaze e neanche il più classico symphonic, se escludiamo qualche arpeggio dissonato e qualche altro tocco di originalità compositiva, come in “Im Nebel”. Considerevole è invece il lavoro delle asce, sempre sparate a duemila e con un basso onnipresente e molto “in your face”. “Il Neige sur l'Eltz” è invece un brano strumentale di quasi tre minuti che però poco ha di Black Metal e, a dirla tutta, ho trovato molto fastidioso: è come una corsa, non così veloce, a piedi nudi sui chiodi eretti, qualcosa che distoglie l’attenzione dai pezzi precedenti e ti concede sollievo solo durante il finale, con delle note di tastiera melodica. Davvero un brutto passo che a mio avviso, diminuisce la qualità dell’album. Importantissima, invece, è la traccia omonima della band “Geisterfels”, che apre con una vera raffica di furia Black Metal ed è la prima vera boccata d’aria marcia che respiro finalmente! Un vero marchio di fabbrica per i francesi, è “Der Tod und die Schwarze Gräfin”, dove si ha modo di apprezzare il riffing notevole ed oscuro che si inasprisce sul finale; vero Black Metal che riesce a mantenere i canoni del genere, ma allo stesso tempo riesce ad essere personale, caratteristico e per questo, riconoscibile.
Si tratta di un disco che nasconde sicuramente ricercatezza e qualità, ma che tuttavia non riesce a brillare. I brani si muovono lungo i confini del Black Metal e raramente prendono una direzione ben precisa, ma spaziano tra vari generi, tutti più o meno “blackizzati”, finendo per diventare una sorta di grande minestrone dove troviamo di tutto un po’, ma nulla che riesca a mantenere il proprio sapore autentico. Non per questo si tratta di un brutto disco, anzi forse ci troviamo di fronte a qualcosa che ha trovato la sua dimensione, la sua vera personalità e che, come tutti i caratteri difficili, deve solo essere compreso e “saputo prendere”. Consigliato a chi cerca un album Black Metal originale ma old school, puro ma con personalità, grezzo ma registrato bene, ovviamente con tutto ciò che la scelta comporta, nel bene e nel male.

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