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Arrivano finalmente al debutto i deathsters ucraini Mutanter Arrivano finalmente al debutto i deathsters ucraini Mutanter Hot

Arrivano finalmente al debutto i deathsters ucraini Mutanter

recensioni

gruppo
titolo
The Limit
etichetta
Kernkraftritter Records
Anno

PROVENIENZA: Ucraina 

GENERE: Death Metal 

FFO: Sinister, Morbid Angel, Behemoth, Hate, (early) Decapitated  

LINE UP: 
Andriy Gordiyenko - vocals 
Arthur Meburnutov - guitars 
Vital Medvedev - bass 
Dmytro Komar - drums 

TRACKLIST: 
1. Ode for Janus [04:32] 
2. Dead End [03:40] 
3. Aborted Life [03:25] 
4. Wasted Time [04:57] 
5. Originally Rots [03:55] 
6. Wisdom Fall [05:35] 
7. Brainless God [05:01] 
8. Worthless [04:12] 
9. Perception of Reality [04:25] 
10. Final Rersurrection [05:44] 

Running time: 45:26 

opinioni autore

 
Arrivano finalmente al debutto i deathsters ucraini Mutanter 2018-09-19 15:48:01 Daniele Ogre
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    19 Settembre, 2018
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Fondati nel lontano 1991 dal chitarrista Arthur Meburnutov col nome di Limited Mutanter, i qui presenti ucraini Mutanter -il cambio di monicker è arrivato nel 2017- hanno avuto una storia alquanto travagliata: scioltisi nell'autunno del 1996 si sono riuniti nel 2002, ma è solo nel 2011 che il gruppo si rianima definitivamente. Da allora sono comunque dovuti passare sette anni prima che uscisse, prodotto da Kernkraftritter Records, il disco di debutto del quartetto di Kharkiv, "The Limit", in cui sono presenti pezzi scritti tra il 1993 ed il 2016.

Ed è un buon disco quello che propongono i Mutanter. La band si dimostra squisitamente feroce nell'andare all'attacco con le dieci bordate che offrono in "The Limit"; stilisticamente i nostri sono accostabili soprattutto a gruppi Death del centro-Europa: Sinister in primis, vero, ma anche i grandi nomi della scena polacca, come Behemoth (del medio periodo, quelli di "Thelema 6.66" e "Zos Kia Cultus" per intenderci), primi Decapitated e Hate. L'inossidabile leader Arthur Meburnutov appare in forma smagliante, tirando fuori una carrellata di riff belli "chiatti", pieni, senza che vada a sprecare tempo con orpelli che apparirebbero inutili nel sound dei Mutanter, non disdegnando nemmeno passaggi vicini alla vecchia scuola svedese. E' ottima la prova poi anche del nuovo vocalist, Andriy Gordienko, il cui profondo growl non sfigurera di fronte a quello di cantanti più noti e quotati (Aad Kloosterwaard dei Sinister o Adam degli Hate, ad esempio). "Ode for Janus" e Dead End" sono una doppietta iniziale di tutto rispetto: brani pesanti che a loro modo sanno essere catchy, groovy e brutali allo stesso tempo, cosa che sarà un po' il leitmotiv di "The Limit"; non ci sono cali nell'album ed ognuna delle dieci canzoni presenti fa la sua porca figura, con picchi spaccacollo che vengono raggiunti da "Wasted Time" e "Wisdom Fall".

Si sono fatti aspettare un bel po' i Mutanter, eh? Ma alla fine pure ce l'han fatta a pubblicare il loro primo lavoro su lunga distanza, con risultati che definirei ottimi, complice anche una produzione buonissima. Disco consigliato agli amanti delle sonorità polacco-olandesi di inizi anni 2000.

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10
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