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I Kult ritornano in grande stile con il loro "The Eternal Darkness I Adore"! I Kult ritornano in grande stile con il loro "The Eternal Darkness I Adore"! Hot

I Kult ritornano in grande stile con il loro "The Eternal Darkness I Adore"!

recensioni

gruppo
titolo
The Eternal Darkness I Adore
etichetta
Folter Records
Anno

Tracklist:

1. Intro

2. The Eternal Darkness I Adore

3. Pandemonium

4. Black Drapes

5. Reaping the Flock

6. Canticle of Thorns

7. Hopestrangler

8. Gruesome Portrait

9. Devourer of the Night

 

Lineup:

D. White - Bass

Thorns - Drums

Kacele - Guitars

Tumulash - Vocals

opinioni autore

 
I Kult ritornano in grande stile con il loro "The Eternal Darkness I Adore"! 2018-09-23 15:41:03 Rob M
voto 
 
5.0
Opinione inserita da Rob M    23 Settembre, 2018
Ultimo aggiornamento: 23 Settembre, 2018
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I Kult son un progetto che ormai ha raggiunto uno stato di culto non solo in territorio nazionale, ma anche all'estero, soprattutto grazie al lavoro di passaparola operato dalla label tedesca che ha stampato gli ultimi lavori della band lombarda, la Folter Records. Seppur piú "giovani" rispetto ad altri gruppi nazionali e con una discografia "ristretta" che non ha mai cercato di dar vita a troppi lavori dispersivi, i nostri son riusciti sin da subito ad attirare le attenzioni dei supporters dell'underground italiano e non solo. Con musicisti che arrivan da vari altri progetti, tra cui mi piacerebbe ricordare gli Arvind - progetto fondamentale per ció che i Kult han poi seminato a partire dal loro demo d'esordio "Darkness Return" - i nostri han una formazione degna di nota che vede Gionata "Thorns" Potenti alle pelli, ma anche Tumulash alla voce che riesce in tutto e per tutto a colpire per la versatilità del suo scream growleggiante.
Questi ragazzi han lavorato sodo per arrivare a questo nuovo LP e vanno sottolineati i trascorsi in casa Debemur Morti, con il loro primo LP "Winds Of War", lo split con i serbi The Stone (altra chicca degna di un ascolto) che ha avuto quasi lo scopo di un apripista per la nuova ed attuale formazione, ma anche il loro penultimo lavoro "Unleash From Dismal Light" che ha portato i Kult sulla bocca di tutti con un disco fedele alla linea e degno di totale supporto!
La Folter Records ha comunque sempre stampato un black abbastanza tradizionalista e, dopo il loro ultimo disco ben cinque anni fa, non mi sorprende che i nostri abbian deciso di affidarsi nuovamente a quest'etichetta per la stampa della loro nuova opera.
Non aspettatevi un lavoro innovativo o un qualcosa che possa creare nuove atmosfere rispetto ad altri nomi ed altri lavori già sentiti in passato. I Kult in questo loro nuovo testamento si lanciano a testa bassa sul classico sound black metal del nuovo millennio. Vengon alla mente i primissimi Watain di "Rabid Death's Curse" per il mood che i nostri offrono sia a livello di stile nel cantato, sia a livello di immagine, sia per quello che riguarda parzialmente lo stile nel riffing, ma anche i primi Drudkh in un brano come "Canticle Of Thorns" e la seconda ed ultima parte dell'LP.
Il paragone tuttavia è marginale ed i nostri son ben piú distruttivi, ben piú ruvidi e malefici.
Le chitarre riescono a creare uno strato di suoni sinistri sopra una sessione ritmica che si avvale di un basso corposo, ma anche di un drumming sopra la media ed in cui Thorns non si limita a seguire la musica, ma riesce a far la differenza con un lavoro sui piatti che davvero va oltre, partendo da subito con un lavoro eccelso nella title track ed opener "The Eternal Darkness I Adore".
Son anche intelligenti i vari stacchi e stop-n-go in cui la pletrata si ridimensiona su tonalità quasi thrash, come nel caso di "Reaping The Flock", brano che da spazio a mood differenti e mette in mostra una padronanza assoluta non solo sulle sfuriate alla "Christraping Black Metal" (data la similitudine tra il giro veloce principale ed il brano dei Marduk), ma anche nelle parti piú groovy e cadenzate che si inframezzano con gusto.
Sul finale i nostri si lascian andare con tempi piú dilatati e melodie piú lente ed evocative, come nella già citata "Canticle Of Thorns", ma anche nella successiva "Hopestrangler", e la penultima "Gruesome Portrait", che mostrano una band ancora una volta capace di reinventare il proprio sound brano dopo brano, pur mantenendo le radici sul magma nero che ne caratterizza il lato violento e quasi occulto, pur muovendosi su un mood quasi epico che non ha paura di provare soluzioni diverse per portare in porto brani comunque validi.
Se sino a qui i nostri ci han mostrato tutte le possibili combinazioni di sound ed intenti, è con la conclusiva "Devourer Of The Night" che il lato epico e quasi pagan si spinge oltre, con un brano che riporta alla mente gli Absu piú epici del periodo "The Third Storm Of Cythraul".
I Kult non tradiscono le aspettative e, dopo anni di oblio, tornano all'attacco con un lavoro eccelso!
Un disco che ha tanto da offrire e che farà la felicità dei true believers, un lavoro ottimo.

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