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Un tocco di personalità in più non guasterebbe per gli Ominous Eclipse Un tocco di personalità in più non guasterebbe per gli Ominous Eclipse Hot

Un tocco di personalità in più non guasterebbe per gli Ominous Eclipse

recensioni

titolo
Sinister
etichetta
Autoproduzione
Anno

PROVENIENZA: Canada 

GENERE: Melodic Death/Thrash Metal 

FFO: Revocation, Arsis, Amon Amarth, Gojira 

LINE UP: 
Graham Murphy - vocals, guitars 
James Close - guitars, vocals 
Ryan Clements - bass, vocals 
Jeremiah Marshall - drums 

TRACKLIST: 
1. Death by Dissection [06:13] 
2. Sinister [05:01] 
3. Spiral into Insanity [04:16] 
4. Lost at Sea [08:03] 
5. No Redemption for the Damned [06:44] 
6. Breaking the Chains [05:51] 
7. The Horde [07:26] 
8. Eye of the Raven [06:41] 

Running time: 50:15 

opinioni autore

 
Un tocco di personalità in più non guasterebbe per gli Ominous Eclipse 2018-09-23 17:14:01 Daniele Ogre
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    23 Settembre, 2018
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

In soli quattro anni di vita i canadesi Ominous Eclipse si sono dimostrati una band alquanto infaticabile: calati subito sul mercato con l'EP "Beyond the Apocalypse", nel giro di un anno hanno tirato fuori anche l'album di debutto, "End of Days"; da allora sono passati tre anni ed il quartetto canadese torna con il secondo album, anche questo autoprodotto, "Sinister", un concentrato di Death/Thrash melodico estremamente feroce e tecnicamente di buona fattura, con un sound che ricorda non poco quello dei Revocation -band che tornerà con un nuovo album settimana prossima-, ma anche gli Arsis nei momenti più tecnici e gli Amon Amarth dei primi dischi nei passaggi più duri.

Un esempio pratico lo abbiamo con la title-track, capace di passare da sfuriate à la Revocation fino ad un epico finale 'amonamarthiano', passando anche per alcuni spunti di 'gojiriana' memoria: un mix in cui si riassume tutto il sound degli Ominous Eclipse... ma anche l'unico problema alla base di tutto, ossia la mancanza -attuale- di una direzione personale, di un sound che sia un marchio di fabbrica distinto per la band canadese. Gli OE tirano fuori un album affatto brutto, anzi gli otto pezzi presenti in "Sinister" sono tutti di ottima fattura e si riesce ad apprezzare la band sia in brani di durata 'normale' come "Spiral into Insanity", sia in quelli più lunghi come la buonissima "Lost at Sea". Ma il rovescio della medaglia è che dopo un po' si fa prepotente la sensazione di "già sentito" che un po' fa scemare l'iniziale entusiasmo, portandoci alla fine del disco dopo di cui non sarà rimasto nulla di così memorabile: solo un disco discreto, ma che difficilmente rientrerebbe negli ascolti imprescindibili di un qualsiasi metalhead.

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