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I bresciani Autotheism ed un singolo che rappresenta un ottimo biglietto da visita I bresciani Autotheism ed un singolo che rappresenta un ottimo biglietto da visita Hot

I bresciani Autotheism ed un singolo che rappresenta un ottimo biglietto da visita

recensioni

titolo
CLSTVM: Dogma Sculptured in the Flesh
etichetta
Autoproduzione
Anno

PROVENIENZA: Italia 

GENERE: Experimental Death Metal 

FFO: Gorguts, Ulcerate, Deathspell Omega, Suffocation 

LINE UP: 
P. - vocals 
R. - guitars 
L. - bass 
N. - drums 

TRACKLIST: 
1. CLSTVM: Dogma Sculptured in the Flesh [17:06] 

Running time: 17:06 

opinioni autore

 
I bresciani Autotheism ed un singolo che rappresenta un ottimo biglietto da visita 2018-09-27 13:27:12 Daniele Ogre
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    27 Settembre, 2018
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Secondo lavoro in studio per gli Autotheism, extreme metal band nostrana dal sound decisamente particolare. Il quartetto bresciano, infatti, mischia nelle proprie sonorità un Death Metal brutale ed arcigno ed intriganti passaggi tra l'Avantgarde ed il Post-Metal. "CLSTVM: Dogma Sculptured in the Flesh" segue di un anno il breve EP "Hives MMXVII" ed è, alla fine dei conti, un singolo: un unico brano lungo 17 minuti in cui gli Autotheism fanno uscire tutte le anime che compongono quel sound particolare di cui dicevamo.

Si parte ad esempio con una brutale scaricata in stile Suffocation, che porterà dopo poco a diverse diramazione, arrivando a sperimentare con suoni tipici del Dark Ambient più oscuro nella parte centrale; mentre per la maggiore quello cui ci troviamo di fronte è un Death sperimentale, con divagazioni tra l'Avantgarde ed il Post-Metal, a ricordare giganti del genere come Ulcerate e Gorguts -con le dovute proprozioni, sia chiaro: i Gorguts restano assolutamente inarrivabili-, inserendo anche le sulfuree atmosfere tipiche dei francesi Deathspell Omega. Quello che potrebbe sembrare un mix azzardato è invece il punto di forza degli Autotheism: questi cambi stilistici sì repentini in alcuni punti, ma anche scritti molto sapientemente, danno quasi la sensazione di ascoltare un EP di più brani, piuttosto che uno solo lungo oltre 17 minuti.

Credo che in futuro potremo avere qualcosa di veramente interessante dal quartetto bresciano, anche se forse, quando sarà il momento di scrivere e poi pubblicare un album, dovranno stare attenti a dosarsi pur mantenendo queste loro coordinate: un intero album con brani troppo lunghi potrebbe facilmente portare ad una certa pesantezza nel continuare l'ascolto. Ma le qualità qui si intravedono e non sono nemmeno poche: sta agli Autotheism farle sfogare definitivamente.

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