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Heavy metal grezzo ed epico per gli spagnoli Rosslyn Heavy metal grezzo ed epico per gli spagnoli Rosslyn

Heavy metal grezzo ed epico per gli spagnoli Rosslyn

recensioni

gruppo
titolo
Soul In Sanctuary
etichetta
SLIPTRICK RECORDS
Anno

Track Listing:

01. Legacy Of The Battler | 02. The Chapel | 03. Day Of Eternal Faith | 04. The Pilgrim’s Progress | 05. The North Remembers (A Red Wedding) | 06. Path Of The Saint | 07. Weirdmageddon | 08. The Insect God

 

Rosslyn are:

Borja Callejas Sánchez-Vizcaíno – Vocals | Jorge Martínez Martín – Guitar | Tomás Menéndez Conca – Guitar | José Luís Lorente Remacha – Bass | Mikel Insausti Ferrando – Drums

 

 

opinioni autore

 
Heavy metal grezzo ed epico per gli spagnoli Rosslyn 2018-10-05 10:36:46 Federico Orano
voto 
 
2.5
Opinione inserita da Federico Orano    05 Ottobre, 2018
#1 recensione  -   Guarda tutte le mie opinioni

Gli spagnoli Rosslyn arrivano da Saragozza e la loro passione è l'heavy metal più puro che viene tributato in questo loro debutto discografico che prende il nome di “Soul In Sanctuary“.

Una produzione sporca accompagna il sound grezzo del quintetto iberico per un disco che sembra uscito direttamente dagli anni Ottanta. Il tocco epico è subito presente nell'opener “Legacy Of The Battler ”, che strizza l'occhio ai nostrani Domine ma con ritmi decisamente più controllati ed un cantato che non ha niente a che vedere con un fuoriclasse come Morby. Difficilmente i Rosslyn mettono le marce alte; i loro brani sono spesso mid tempo accompagnati da coretti che poi lasciano spazio a buone parti strumentali con i solo di chitarra della coppia Jorge Martínez Martín e Tomás Menéndez Conca. “The Pilgrim’s Progress” ci porta su territori molto vicini ai Manowar degli esordi mentre il coro di “The North Remembers (A Red Wedding)” non può che portare alla mente qualcosa degli Hammerfall in versione più true. In tutto questo però ci si accorge quanto ci sia ancora molto da lavorare per la band spagnola, innanzitutto per quanto riguarda il fattore produzione, non al passo coi tempi, ma anche il songwriting ha ampi margini di miglioramento soprattutto le linee vocali che talvolta sono di una banalità disarmante. Inoltre non aiuta il fatto che non ci sia mai un'accelerazione e nonostante siano solo otto i brani che compongono questo disco, alla lunga questi ritmi sempre costanti rischiano di annoiare non poco (le parti di batteria sono davvero dozzinali).

“Soul In Sanctuary“ è un disco dedicato solamente ai puristi dell'heavy metal. Per tutti gli altri un ascolto è dovuto, ma c'è sicuramente molto di meglio in giro.

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