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Satan: metallo quanto basta, please! Satan: metallo quanto basta, please! Hot

Satan: metallo quanto basta, please!

recensioni

gruppo
titolo
Cruel Magic
etichetta
Metal Blade Records
Anno
TRACKLIST
1. Into The Mouth of Eternity
2. Cruel Magic
3. The Doomsday Clock
4. Legions Hellbound
5. Ophidian
6. My Prophetic Soul
7. Death Knell for a King
8. Who Among us
9. Ghosts of Monongah
10. Mortality
 
Line up:
Brian Ross (Vocals)
Steve Ramsey (Guitar)
Russ Tippins (Guitar)
Graeme English (Bass)
Sean Taylor (Drums)

opinioni autore

 
Satan: metallo quanto basta, please! 2018-10-06 16:26:52 MASSIMO GIANGREGORIO
voto 
 
4.5
Opinione inserita da MASSIMO GIANGREGORIO    06 Ottobre, 2018
Ultimo aggiornamento: 08 Ottobre, 2018
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Era da tempo immemorabile che i Satan non davano alla luce un lavoro. In realtà, il quintetto ci aveva già abituato alla lunga assenza dalle scene, quantomeno a livello di releases. Se si pensa che i nostri cinque simpatici ceffi sono in circolazione fin dal lontano 1979 allorquando – da quel di Newcastle – diedero il loro significativo contributo alla causa della NWOBHM, non sono mai stati particolarmente prolifici. Hanno certamente provocato l’invidia di tantissime bands per il nome: chissà quante (specialmente quelle della branca dark/black/death/doom) avrebbero voluto chiamarsi con l’appellativo del grande avversario… un nome, una garanzia. È un po’ come quando – per fare un paragone con i nostri giorni – c’è il più lesto di tutti a registrare un dominio telematico di grande impatto, attirandosi le ire e l’ammirazione dei competitors che avrebbero voluto appropriarsene prima.
Tale “fortuna”, però, non si è mai verificata anche nei giusti riconoscimenti dei metalfans, sui quali la band non ha mai fatto presa proiettandosi nell’Olimpo dei Metal Gods. Anzi addirittura, a dispetto di quanto testè scritto, i fondatori hanno cambiato spessissimo il nome che contraddistingueva lo staff metallogeno: alcuni rimembreranno il nome Blind Fury e gli stessi membri erano avvezzi a tante side-project bands, disperdendo le energie primordiali che il moniker aveva originariamente irradiato! Eppure, nonostante ciò, se si immaginasse un luciferino DJ che piazzi su due piatti da un lato il seminale “Court in the Act” (il debut album di Ross e compagnia bella) e il nuovo “Cruel Magic” dando vita ad un malsano mixaggio alla consolle, il tempo sembrerebbe non esser mai trascorso! Quest'ultima fatica in studio sciorina tutti gli ingredienti che fin dagli esordi hanno caratterizzato il suono dei Satan: metallo vecchia scuola, con sezione ritmica adrenalinica quanto basta (senza mai eccedere nello speed) con tantissimi cambi di tempo nell’arco dello stesso pezzo - a sua volta del tutto imprevedibile – riffs “catchy” senza mai sconfinare nel commerciale, asce ritmiche che danno vita ad un wall of sound potente ma che non straripa mai, atmosfere malevole senza mai debordare nel black plateale, assoli virtuosistici in maniera contenuta, senza mai travalicare per divenire stucchevoli.
Direi che l’aggettivo che più calzerebbe al brand Satan, a parere dello scrivente è: “quanto basta”. Le tracks sono – of course - tutte di pregevole fattura ma, a mio avviso, la migliore è “Legion Hellbuond” con una intro più che convincente e coinvolgente, uno stacco arpeggiato come non se ne sentivano da parecchio in cui è incastonato un assolo per palati fini. Gran bel pezzo, gran bel CD.

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