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Grave Digger: un ventesimo disco a tutto Power. Grave Digger: un ventesimo disco a tutto Power. Hot

Grave Digger: un ventesimo disco a tutto Power.

recensioni

titolo
“The Living Dead”
etichetta
Napalm Records
Anno

1. Fear of the Living Dead
2. Blade of the Immortal
3. When Death Passes by
4. Shadow of the Warrior
5. The Power of Metal
6. Hymn of the Damned
7. What War Left Behind
8. Fist in your Face
9. Insane Pain
10. Zombie Dance (feat. Russkaja)
11. Glory or Grave (bonus track)

opinioni autore

 
Grave Digger: un ventesimo disco a tutto Power. 2018-10-09 11:35:15 Corrado Franceschini
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Corrado Franceschini    09 Ottobre, 2018
Ultimo aggiornamento: 09 Ottobre, 2018
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

L’inossidabile Chris Boltendhal, come un vetusto Caronte, sta traghettando i teutonici Grave Digger verso il traguardo del quarantesimo anno di attività anche se, per dirla tutta, in mezzo c’è stata la parentesi Digger. “The Living Dead” è il ventesimo album dei Grave Digger e non si scosta di un millimetro dalle coordinate segnate dal Power Metal. Cavalcate, ritmi rocciosi, cadenze epiche: questo è ciò che potete ascoltare nelle dieci tracce, più una bonus track, presenti nel disco. Poco importa se a volte rimane in bocca il sapore del già sentito con riferimenti alle bordate elargite dai Running Wild: probabilmente non è un caso se al basso troviamo Jens Becker già presente nel combo pirata di Rolf Kasparek. D’altra parte il terreno di caccia è lo stesso e i due gruppi erano stati portati alla ribalta dalla compilation della Noise “Rock From Hell” del 1983. Altre volte si affaccia lo spettro di Helloween, Hammerfall o quello dei Saxon ma, lo sapete bene, dal Power/Heavy Metal non possiamo ne dobbiamo aspettarci novità e va bene così. Vi basterebbe ascoltare la traccia iniziale “Fear Of The Living Dead”, a mio avviso non pienamente riuscita, per avere ben chiaro il percorso dell’intero disco, ma fareste un torto a molte delle tracce e vi perdereste il meglio che i cinque hanno da offrire. Se non possiamo pretendere grandi novità possiamo pur sempre caricarci con il Power “stop and go” di “When Death Passes By”. Se abbiamo bisogno di un bel pezzo con coro epico e glorioso da cantare ai concerti tutti insieme, “The Power Of Metal” è quello che ci vuole. Se siete amanti come me del Thrash assecondato dal Mosh la veloce “What Was Left Behind” fa al caso vostro. Chiudo la mia piccolissima guida all’ascolto con un paio di annotazioni. “Insane Pain” possiede un bridge rubato a Jimi Hendrix e abilmente velocizzato; a voi scoprire da quale pezzo del chitarrista di Seattle è stato “estrapolato”. “Zombie Dance”, nella quale come ospiti ci sono i compagni di etichetta Russkaja, è un misto fra “Contessa” dei Decibel (gruppo di Enrico Ruggeri n.d.a.) e un brano di Caparezza. Questo appunto rimane valido fino a che non arrivano a stravolgerla, rigorosamente in ordine di apparizione, un vocione, un riff alla Metallica, una musica della steppa e un divertissement per chiudere un eventuale concerto con un girotondo. Boltendhal e soci, con un pizzico di furbizia e molta abilità, hanno partorito un album solido e valido che dimostra ancora una volta, se mai ce ne fosse bisogno, di che pasta è fatta la vecchia guardia del Metal.

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