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Massive Scar Era, ci sono diverse cose da rivedere Massive Scar Era, ci sono diverse cose da rivedere Hot

Massive Scar Era, ci sono diverse cose da rivedere

recensioni

titolo
"Color blind"
etichetta
Autoproduzione
Anno

 

TRACKLIST:

1. Color blind

2. Unfollow

3. Interlude

4. Oblivious

5. Rogue

 

 

LINE UP:

Cherine Amr (Vocalist, Guitar)

Nancy Mounir (Violin + Percussion + Egyptian Flute)

Dylan Wijdenes-Charles (Bass)

opinioni autore

 
Massive Scar Era, ci sono diverse cose da rivedere 2018-10-12 16:47:06 Ninni Cangiano
voto 
 
2.0
Opinione inserita da Ninni Cangiano    12 Ottobre, 2018
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Una band proveniente dall’Egitto? Perchè lasciarsela scappar via? E’ talmente raro avere gruppi metal che arrivano dal continente africano che la curiosità è stata davvero grande. Aggiungiamo poi che nella presentazione si parla di influenze di musica classica e di musica egiziana ed ecco che la mia curiosità è aumentata a dismisura. I Massive Scar Era si sono formati ad Alessandria d’Egitto nel 2005, per poi spostarsi tra Il Cairo e Vancouver in Canada. Questo “Color blind”, E.P. di 5 brani per poco più di un quarto d’ora, credo sia il loro primo disco, scrivo “credo” a causa delle poche note biografiche inviateci e per l’assenza di una pagina a loro dedicata sull’Encyclopaedia Metallum (metal-archives.com). Ma veniamo alla musica. La title-track è posta in apertura e si dimostra interessante fino al secondo minuto circa, dove compare ed inizia ad imperversare una voce in becero growling (probabilmente della stessa singer Cherine Amr) che letteralmente non c’entra assolutamente niente con lo stile musicale del gruppo. Probabilmente i Massive Scar Era volevano dare un tocco di violenza al loro sound melodico, ma questo stile di cantato ci sta bene in un gruppo metalcore, non di certo con un sound come quello di questi egiziani! Davvero il contrasto è talmente stridente che sembra di fare colazione con una peperonata bevendo un cappuccino! Un altro tassello che non sempre combacia con il resto è il violino di Nancy Mounir che spesso sembra piazzato un po’ a caso, senza un particolare senso logico, come se si volesse per forza metterlo dentro. Magari sarò io a non averne compreso il senso, ma l’impressione che ho avuto è questa. Dispiace, perchè senza questo cantato così aggressivo e magari puntando maggiormente sulle influenze della musica etnica egiziana, la proposta dei Massive Scar Era sarebbe stata più interessante ma, a questa maniera, mi sono dovuto sforzare parecchio per portare a termine i vari ascolti che ho dato a questo “Color blind”, facendomi coraggio ogni volta pensando che “per fortuna, dura solo un quarto d’ora”... spero di ritrovare i Massive Scar Era in futuro con le sole clean vocals della pur valida Cherine Amr, magari con un vero e proprio batterista nella line-up e con maggiore presenza della chitarra (nemmeno un assolo in tutto il disco!) e delle influenze etniche nel sound.

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