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Con un po' troppe influenze behemothiane, ma comunque godibile questo lavoro dei Solium Fatalis Con un po' troppe influenze behemothiane, ma comunque godibile questo lavoro dei Solium Fatalis Hot

Con un po' troppe influenze behemothiane, ma comunque godibile questo lavoro dei Solium Fatalis

recensioni

titolo
Genetically Enginereed to Enslave
etichetta
Wicked Music Records
Anno

PROVENIENZA: U.S.A. 

GENERE: Blackened Death Metal 

FFO: Behemoth, Belphegor, Hate, Azarath 

LINE UP: 
Jeff DeMarco - vocals, bass 
Jim Gregory - guitars 
Ryan Beevers - guitars 
Jeff Saltzman - drums 

TRACKLIST: 
1. Treshold [03:34] 
2. Lake of Extinction [04:41] 
3. Servile [04:28] 
4. Synthon [03:37] 
5. A Gathering of Storms (feat. Matt McGachy from Cryptopsy & Haydee Irizarry from Carnivora) [05:59] 
6. Factor Red (Epidemic cover) [03:25] 
7. Dysmorphic [03:30] 
8. Chemical Reagent [04:24] 
9. Fiery the Angels Fell (feat. Phil Tougas from Chthe'ilist & Serocs) [04:19] 
10. A Tongue to Taste the Collapse [04:24] 

Running time: 42:21 

opinioni autore

 
Con un po' troppe influenze behemothiane, ma comunque godibile questo lavoro dei Solium Fatalis 2018-10-18 17:57:51 Daniele Ogre
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    18 Ottobre, 2018
Ultimo aggiornamento: 18 Ottobre, 2018
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Arrivano per la prima volta sulle nostre pagine gli americani Solium Fatalis, ma quello in esame oggi, "Genetically Enginereed to Enslave", è il quarto album per la band del New Hanmpshire. Attivi dal 2012, quindi, i nostri si sono dimostrati ampiamente prolifici sinora, arrivando al momento della pubblicazione di questa loro quarta fatica con un buon grado di maturità stilistica.

Non brilleranno per innovazione le composizioni dei Soilum Fatalis, visto che il loro Blackened Death richiama fortemente nomi quali Behemoth, Belphegor o i loro connazionali Azarath, ma ciò non toglie che le dieci canzoni che compongono "Genetically Enginereed..." risultano essere dieci proiettili di malvagità musicale. Grazie soprattutto ad una prova sugli scudi del drummer Jeff Saltzman -un martello pneumatico continuo-, ben coadiuvato dalle taglienti asce di Jim Gregory e Ryan Beevers e dal lavoro sia alla voce che al basso del leader Jeff DeMarco, i pezzi che compongono l'album risultano essere estremamente godibili, sia quando quando i nostri spingono a tutta sull'acceleratore, ad esempio nell'opening track "Threshold", sia quando decidono per un incedere cadenzato ma comunque estremamente pesante, come in "Synthon", uno dei migliori brani dell'intero lotto. Altra menzione va fatta per la seguente "A Gathering of Storms", pezzo che va adattandosi, oltre che allo stile dei Solium Fatalis, anche a quello dei due ospiti presenti: dal malinconico incipit arpeggiato che fa da tappeto alla voce di Haydee Irizarry, sia nell'appesantimento con l'ingresso di Matt McGachy dei Cryptopsy, pur mantenendosi su di un atmosferico mid-tempo. Sembra invero quasi esserci un calo verso la parte finale del disco, ma i Solium Fatalis riescono comunque a piazzare il colpo di coda con "Chemical Reagent", prima di chiudere il disco con altri due pezzi in cui traspare una certa stanchezza.

Un disco interessante quello dei Solium Fatalis insomma. Forse l'unica cosa imputabile son le fin troppe referenze behemothiane, ma ciò nonostante "Genetically Enginereed to Enslave" è un album ascoltabilissimo, il cui acquisto è consigliato agli amanti di queste sonorità perfettamente a cavallo tra Black e Death.

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