A+ A A-
 

Orion's Reign, ci sono voluti 10 anni per realizzare un capolavoro! Orion's Reign, ci sono voluti 10 anni per realizzare un capolavoro!

Orion's Reign, ci sono voluti 10 anni per realizzare un capolavoro!

recensioni

titolo
"Scores of war"
etichetta
Pride & Joy Music
Anno

 

TRACKLIST:

1.      Elder blood

2.      Together we march

3.      Gravewalker

4.      The undefeated gaul

5.      An adventure song

6.      Freedom is not negotiable

7.      Nostos

8.      Warrior’s pride

9.      Withering heart

10.  Last stand

11.  Ride to war

 

LINE-UP:

George Thanasoglou – Guitars

Noel Kardaris – Drums

Michael Batistatos – Lead guitars, bass

Kirk Gazouleas – Keayboards

Daniel Vasconcelos - Vocals

opinioni autore

 
Orion's Reign, ci sono voluti 10 anni per realizzare un capolavoro! 2018-10-18 20:27:10 Ninni Cangiano
voto 
 
4.5
Opinione inserita da Ninni Cangiano    18 Ottobre, 2018
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Nel lontano 2001 ad Atene nasceva una band chiamata Orion’s Reign che, dopo un paio di demo ed un EP, arrivava nel 2008 a pubblicare il proprio debut album. Da allora sono trascorsi 10 anni ed una lunga serie di singoli pubblicati, prima di arrivare al secondo full-lenght con questo “Scores of war”, dotato di discreto artwork che fa venire in mente gli Hammerfall più recenti. Non conoscevo la band greca e sono rimasto decisamente sorpreso favorevolmente quando ho iniziato ad ascoltare l’opener “Elder blood”; se, infatti, non avessi saputo quale band fosse, avrei potuto tranquillamente scommettere su un nuovo lavoro di Luca Turilli e dei suoi Rhapsody, anche se il pur bravo cantante Daniel Vasconcelos non arriva al livello di Alessandro Conti. Ma poi, proseguendo con gli ascolti, mi sono reso conto che, pur essendo chiaramente influenzati dal symphonic metal cinematico dei Rhapsody, gli Orion’s Reign sono leggermente più melodici e cercano una strada più personale, avvalendosi anche una serie di ospiti, come Tim Ripper Owens (Judas Priest, Iced Earth), Bob Katsionis (Firewind) e Mark Boals (Malmsteen), tra gli altri; c’è persino un’intera orchestra sinfonica che collabora con la band. Mettete un pizzico di Blind Guardian, qualcosa dei vari progetti come la Legend of the Valley Doom di Marius Danielsen, i Soulspell o gli Aldaria, il tutto su una base rhapsodyana ed avrete gli Orion’s Reign. Qui c’è davvero tanta, ma tanta roba e solo ascoltando con delle valide cuffie che vi isolino dal mondo esterno, potrete assaporare a volume ben alto quanto di valido abbiano realizzato questi musicisti greci. Per un genere come il symphonic power, la produzione è fondamentale ed in questo gli Orion’s Reign hanno fatto le cose per bene, rivolgendosi ai rinomati Fascination Street Studios (Powerwolf, Arch Enemy, Dragonforce, Amorphis ecc.) in Svezia, dove è stato svolto un lavoro di prim’ordine che permette di assaporare tutti gli strumenti alla perfezione e le varie voci ospiti che si alternano al buon Vasconcelos. Il disco è composto da 11 canzoni, una più bella dell’altra, che non mi sono mai stancato di ascoltare e riascoltare. “Scores of war” degli Orion’s Reign è fra i dischi migliori che abbia ascoltato in questo 2018 e spero proprio di riuscire a scovare anche il loro debut album per colmare questa mia lacuna. Acquisto d’obbligo per tutti i fans del symphonic power, ma anche per chi ritiene semplicemente di saper ascoltare buona musica metal.

Trovi utile questa opinione? 
00
Segnala questa recensione ad un moderatore
 

Recensione Utenti

Nessuna opinione inserita ancora. Scrivi tu la prima!

Per poter scrivere un commento ti devi autenticare o registrare
 
Powered by JReviews

releases

Rituals: dall'Australia una band che sembra uscire dalla Svezia dei primi anni '90
Valutazione Autore
 
3.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Il ritorno dei Darkness non delude i fedelissimi del Thrash
Valutazione Autore
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Dal nulla arrivano gli sconosciuti (in senso letterale) The Heretics Fork
Valutazione Autore
 
3.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Secondo album per i deathsters polacchi Symbolical
Valutazione Autore
 
3.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Il ritorno di Holter orfano di Jorn con un discreto lavoro di metal melodico e sinfonico
Valutazione Autore
 
3.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Sound of the Raging Steppe: dalla Cina con furore!
Valutazione Autore
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)

Autoproduzioni

I Gathering Darkness celebrano i vent'anni di carriera con "The Inexorable End"
Valutazione Autore
 
3.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Estremamente influenzato dalla corrente "core" il Progressive Death dei Technical Damage
Valutazione Autore
 
3.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Debuttano con un breve (ma comunque interessante) EP i canadesi Dethgod
Valutazione Autore
 
3.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Dalla terra del Death tecnico arriva una nuova interessante scoperta: i Samskaras
Valutazione Autore
 
3.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Non entusiasmante il debut dei Serpents Kiss
Valutazione Autore
 
2.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Thrash vecchia scuola con i Raging Rob
Valutazione Autore
 
3.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)

partners

No tabs to display

allaroundmetal all rights reserved. - grafica e design by Andrea Dolzan

Login

Sign In

User Registration
or Annulla