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Un debutto discreto per i cileni Pulverized, ma la seconda parte dell'album appare forse troppo lunga Un debutto discreto per i cileni Pulverized, ma la seconda parte dell'album appare forse troppo lunga

Un debutto discreto per i cileni Pulverized, ma la seconda parte dell'album appare forse troppo lunga

recensioni

titolo
Monuments of Misanthropy
etichetta
Krucyator Productions
Anno

PROVENIENZA: Cile 

GENERE: Death Metal 

FFO: Krisiun, Morbid Angel, Deicide, Abhorrence (BRA) 

LINE UP: 
Claudio Anacona - vocals 
Andrés Valdés - guitars 
Pablo Valdés - guitars 
Guillermo Fuentes - bass 
Leonardo Taiba - drums 

TRACKLIST: 
1. Devoción [03:44] 
2. Consumed by Ignorance [04:42] 
3. In the Depths of Insanity [05:58] 
4. Cadáveres [08:52] 
5. Aniquilación Genética [06:53] 
6. Profecía-Flagelo-Extinción [08:46] 

Running time: 38:55 

opinioni autore

 
Un debutto discreto per i cileni Pulverized, ma la seconda parte dell'album appare forse troppo lunga 2018-10-21 16:15:57 Daniele Ogre
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    21 Ottobre, 2018
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Album di debutto per i cileni Pulverized, arrivato dopo un lungo percorso cominciato nel 2006; prodotto da Krucyator Productions, "Monuments of Misanthropy" rappresenta, a detta della band stessa, una pietra angolare per la storia della band: stando al tempo intercorso tra la formazione e l'uscita del primo full, direi che lo si potrebbe definire un nuovo definitivo inizio per il quintetto cileno, dedito ad un Death Metal fortemente influenzato dalle sonorità americane di fine anni '90 e dal meglio della scena sudamericana (Morbid Angel e Deicide da un lato, Krisiun e Abhorrence dall'altro).

I sei brani che compongono "Monuments of Misanthropy" si possono racchiudere perfettamente nell'espressione "violenza primitiva". Fortemente novantiano, quest'album ci offre una band che rende omaggio a quella che è probabilmente l'epoca d'oro del Death Metal. Totalmente devoti alla causa, per così dire, i Pulverized non concedono nemmeno un secondo del loro tempo ad una qualsivoglia modernità, lanciandosi all'attacco già dai primi istanti dell'opening track "Devoción". E' un lavoro, quello dei Pulverized, che presenta sia dei punti forti che alcuni da rivedere; partendo dai primi, buona sembra la scelta del cantato sia in spagnolo che in inglese -ad onor di cronaca, li ho preferiti con le vocals nella loro madrelingua-, così come punto forte del disco sembra essere la personalità messa in campo dai nostri: pur suonando con uno stile estremamente derivativo dalle influenze succitate, la band cilena sopperisce con una passione che traspare da ogni nota profusa, supportati anche da una produzione nella media più che buona, sporca quanto basta e con suoni ben bilanciati; l'unica nota dolente del disco viene dalla seconda parte, dove i nostri piazzano brani dalla lunghezza decisamente sproporzionata, dai quasi 9 minuti di "Cadáveres" e "Profecía-Flagelo-Extinción" ai quasi 7 di "Aniquilación Genética", sembra che i Pulverized in questo caso abbiano voluto strafare, inserendo parecchi passaggi filler: riducendo questi momenti del tutto riempitivi e snellendo le composizioni non ci sarebbe stato il rischio di quei momenti di stanca che arrivano, per l'appunto, nella seconda parte dell'album.

E' un debutto tutto sommato sufficiente quello dei Pulverized con "Monuments of Misanthropy", un disco che ha tutto per essere inserito nella collezione degli amanti di queste sonorità Death novantiane. La band cilena ha le carte in regola per farsi valere, a patto che in primis scrivano brani che raggiungano massimo la durata dei primi due di questo disco. E magari fossi in loro, punterei ancor di più sul cantato in spagnolo.

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