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Ma non è che gli Internal Bleeding hanno ormai fatto il loro tempo? Ma non è che gli Internal Bleeding hanno ormai fatto il loro tempo?

Ma non è che gli Internal Bleeding hanno ormai fatto il loro tempo?

recensioni

titolo
Corrupting Influence
etichetta
Unique Leader Records
Anno

PROVENIENZA: U.S.A. 

GENERE: Brutal Death Metal 

SIMILAR ARTISTS: Dying Fetus, Pyrexia, Suffocation, Devourment 

LINE UP: 
Joe Marchese - vocals 
Chris Pervelis - guitars 
Chris McCarty - guitars 
Shaun Kennedy - bass 
Kyle Eddy - drums 

TRACKLIST: 
1. Compelled to Consume [04:01] 
2. Corrupting Influence [04:27] 
3. Fatal Dependency [03:29] 
4. Focus [03:00] 
5. Surrounded from the Inside [04:29] 
6. Unreality [04:44] 
7. Litany if Insencerity [03:42] 
8. Final Justice [04:06] 
9. The Supreme Sacrifice [04:26] 

Running time: 36:24 

opinioni autore

 
Ma non è che gli Internal Bleeding hanno ormai fatto il loro tempo? 2018-10-21 16:49:17 Daniele Ogre
voto 
 
2.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    21 Ottobre, 2018
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Considerati i padri fondatori della corrente "Slam", gli internal Bleeding arrivano con "Corrupting Influence" alla pubblicazione del loro sesto album, a quattro anni di distanza da "Imperium" (uscito anch'esso come quest'ultimo sotto l'egida di Unique Leader Records). Dire che la storia degli internal Bleeding è frammentaria è quasi poco: la loro carriera si è mossa su tre diversi piani: fondati nel 1991 si fermano per un annetto nel 1997; dopo il rapido come back nel '98 si fermano nuovamente nel 2004 e stavolta lo stop sarà più lungo, visto che tornano nel 2011 fino ai giorni nostri)... e il tutto sempre con un nome fisso dal 1991 fino ad oggi, quello che chitarrista Chris Pervelis. Ed il suo è anche l'unico nome presente già solo nel precedente lavoro, visto che rispetto ad "Imperium" ci sono ben quattro nomi nuovi su cinque in formazione (e la cosa ad un certo punto comincia a far porci delle domande, non trovate?): in ordine temporale sono arrivati il chitarrista Chris McCarthy nel 2015, il bassista Shaun Kennedy (Pyrexia, Revenance) ed il vocalist Joe Marchese (Revenance) nel 2016 e lo scorso anno il drummer Kile Eddy (Foaming at the Mouth).

Le coordinate stilistiche degli Internal Bleeding rimangono immutante, vertendo sempre su un Brutal Death dalle fortissime connotazioni Slamming: la band newyorchese punta insomma come sempre su un sound che predilige il groove alle classiche bordate Brutal, pur essendo sempre presente una matrice figlia del NY Death Metal. Il punto focale è che arrivati a questo punto i lavori degli Internal Bleeding sono ad appannaggio dei soli fans che la band già ha: già solo nella corrente Slam ci sono giovani leve che ad oggi fanno molto meglio del quintetto di Long Island, quindi la vedo molto difficile che i nostri possano accrescere la loro fan base con lavori che a stento raggiungono una risicata sufficienza (e solo perché comunque "Corrupting Influence" è suonato con mestiere). Dopo svariati ascolti, sinceramente, non ho trovato un brano memorabile in quest'opera, con il tutto che va a perdersi un attimo dopo essere arrivati alla fine del disco; anzi vi dirò che arrivati verso la metà dell'album si ha anche un certo senso di noia. E tutto questo, nonostante il buon apporto dato dai nuovi entrati: viene da chiedersi a questo punto se il motivo di questa mediocre staticità non sia proprio l'unico membro originario -non rispondete, la domanda è retorica-.

La Unique Leader ci ha abituati a lavori mediamente di ottima fattura, fa un po' specie dunque dare un voto mediocre ad un'uscita della label floridiana... ma tant'è: "Corrupting Influence" è un lavoro buono giusto per i fans degli Internal Bleeding, mentre per il resto c'è molto di meglio in giro anche tra gruppi che nemmeno hanno un contratto discografico.

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