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La motosega svedese è ancora inarrestabile: quinto album per i Bloodbath La motosega svedese è ancora inarrestabile: quinto album per i Bloodbath Hot

La motosega svedese è ancora inarrestabile: quinto album per i Bloodbath

recensioni

gruppo
titolo
The Arrow of Satan is Drawn
etichetta
Peaceville Records
Anno

PROVENIENZA: Svezia 

GENERE: Death Metal 

SIMILAR ARTISTS: Grave, Entombed, Dismember, Evokation, Entrails 

LINE UP: 
"Old Nick" Holmes - vocals 
Anders "Blakkheim" Nyström - guitars 
Joakim Karlsson - guitars 
Jonas Renske - bass 
Martin Axenrot - drums 

TRACKLIST: 
1. Fleischmann [03:38] 
2. Bllodicide [04:56] 
3. Wayward Samaritan [03:39] 
4. Levitator [04:37] 
5. Deader [04:05] 
6. March of the Crucifiers [04:04] 
7. Morbid Antichrist [04:04] 
8. Warhead Ritual [03:38] 
9. Only the Dead Survive [05:06] 
10. Chainsaw Lullaby [03:19] 

Running time: 41:06 

opinioni autore

 
La motosega svedese è ancora inarrestabile: quinto album per i Bloodbath 2018-10-26 14:13:17 Daniele Ogre
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    26 Ottobre, 2018
Ultimo aggiornamento: 26 Ottobre, 2018
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Dal 1998 i Bloodbath sono un punto di riferimento fisso per gli amanti del Death metal svedese più grezzo e sfrontato. Già da quando alla fine dei 90's sorse dal nulla quello che era a tutti gli effetti un supergruppo che riuniva membri di Opeth (Mikael Åkerfeldt), Katatonia (Anders "Blakkheim" Nyström e Jonas Renkse) ed Edge of Sanity (Dan Swanö), i Bloodbath si sono sempre contraddistinti per la feroce brutalità delle loro composizioni, cosa che non è mutata nel corso degli anni e con i vari cambi di formazione, che hanno visto avvicendarsi anche Peter Tägtgren degli Hypocrisy e, ultimo fuoriuscito, l'ex-Katatonia per "Sodomizer" Eriksson. Tornano quindi i Bloodbath, a quattro anni di distanza dal precedente "Grand Morbid Funeral" e si presentano ai nastri di partenza con una novità in line up, con Joakim Karlsson dei Craft alla chitarra al posto del defezionario Eriksson, e confermando alla voce Nick "Old Nick" Holmes, autore di una nuova prova superba.

L'approccio dei Bloodbath rimane immutato rispetto al passato: testa bassa e attaccare a spron battuto, non concedendo nemmeno un attimo di respiro e sciorinando una prestazione ampiamente soddisfacente lungo la quartantina di minuti circa di "The Arrow of Satan is Drawn". Si può notare come l'apporto di Karlsson alla chitarra dia al riffingwork della creatura svedese un tocco che vira leggermente più verso il Black, cosa che non dovrebbe sorprendere, non dimenticandoci del passato di Blakkheim con The Evil Masquerade; questo va a rappresentare una piccola variazione a quello cui siamo abituati dal quintetto scandinavo. Tutti i brani presenti in "The Arrow..." funzionano alla perfezione, con "Bloodicide" e "Deader" che vanno a far la parte del leone, anche se in certi punti sembra che i Bloodbath abbian scritto alcuni brani di questo disco col pilota automatico inserito ("March of the Crucifiers", ad esempio). Ma è anche vero che è peculiarità di questa band tirare dritto col devastante incedere di un carrarmato, cosa che i molti fans dei nostri apprezzano più di tutto.

Ad oggi "The Arrow of Satan is Drawn" è probabilmente il miglior disco di quest'annata per quanto riguarda la sfera dell'old school Swedish Death; sarà difficile lo rimanga alla fine dell'anno, visto che a novembre uscirà un album che spazzerà via la 'concorrenza' (non vi anticipo ancora nulla), ma in ogni caso questa nuova fatica dei Bloodbath va a prendersi di diritto il proprio posto tra le migliori uscite estreme del 2018. E' difficile credere che un manipolo di musicisti di tale caratura possa deludere e difatti anche questa volta i Bloodbath tirano fuori un disco ampiamente soddisfacente.

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