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Crying Steel: il ritorno dei Thundergods! Crying Steel: il ritorno dei Thundergods!

Crying Steel: il ritorno dei Thundergods!

recensioni

titolo
Stay Steel
etichetta
Pride & Joy Music
Anno

LINE UP:

Mirko Bacchilega - vocals

Angelo Franchini - bass

Luca Ferri - drums

Franco Nipoti - guitars

JJ Frati - guitars

 

TRACK LIST:

1.  Hammerfall    

2.   The Killer Inside 

3.   Speed of Light    

4.   Born in the Fire  

5.   Blackout

6.   Barricades   

7.   Raise Your Hell   

8.   Crank It Up         

9.   Sail the Brave    

10.  Name of the Father     

11.  Warriors

12.  Road to Glory

opinioni autore

 
Crying Steel: il ritorno dei Thundergods! 2018-11-03 19:03:56 MASSIMO GIANGREGORIO
voto 
 
4.0
Opinione inserita da MASSIMO GIANGREGORIO    03 Novembre, 2018
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Ancora oggi, quando metto su l’EP in vinile datato 1985 di questi inossidabili bolognesi e mi lascio travolgere dalla mitica track “Thundergods” tutta la forza d’urto del suo “wall of sound” la sento ancora nelle vene!
Signori, qui si parla di gente che ha fatto la storia del metal in Italia! Miracolosamente a piede libero (visti gli ingenti danni sonori cagionati) dal 1982, col nome di Wurdalak, grazie al duo Alberto Simonini (vox) e Angelo Franchini (tutt’oggi alle quattro corde) i felsinei sono giunti alla ragguardevole cifra di 11 releases fra demos, vinili e cd!
Un pedegree metallico di tutto rispetto che, peraltro, ha registrato pochi cambi di formazione atteso che il drummer Luca Ferri e l’axeman Franco Nipoti tengono ancora botta, coadiuvati dalla seconda ascia JJ Frati e dal nuovo vocalist Mirko Bacchilega che “presta” alla band la sua ugola dal 2016.
L’album mantiene fede al marchio della premiata casa dell’acciaio urlante, sfoggiando un metal molto orientato alla New Wave Of British Heavy Metal uno sfavillante e scintillante sound che incrocia in maniera micidiale Judas Priest (specie agli esordi in cui Simonini era un Rob Halford italico sia nel look che a livello vocale – vedasi/ascoltasi proprio “Thundergod”) e Accept prima maniera.
Appena parte il cd vi sembrerà di esser un pugile crivellato di pugni in tutto il corpo da un avversario che non vi lascia scampo, con la differenza che dovete resistere ed incassare per un unico, interminabile round!
In pratica ed in buona sostanza, state sotto le mazzate (sia pure sonore, of course…) che vi lasceranno – alle fine del cd/round di boxe – proprio come un boxeur rintronato per quante ne ha dovute prendere di santa ragione: un unico macigno di suono che vi schiaccerà inesorabilmente!
Chi, come me, ha avuto il privilegio di veder nascere l’heavy metal (rimanendone folgorato e giurandogli eterna fedeltà) sta costatando come i propri coetanei (che hanno dunque oltrepassato da un bel po’ il traguardo intermedio dei cinquant’anni) sono ancora là a pestare gli strumenti,a calcare i palchi o a fare headbang sotto di essi, senza la benchè minima intenzione di mollare, seguendo le orme di mostri sacri come Lemmy, Ronnie James Dio etc. che – pur vivendo una vita sempre al limite – hanno reso l’anima ad età che forse nemmeno le loro più ottimistiche previsioni avrebbero potuto sperare di raggiungere.
La verità è che il metal mantiene giovani a dispetto dell’età anagrafica, grazie alla immensa energia psico-fisica di cui ti pervade.
Una sorta di elisir di lunga vita, come stanno a testimoniare i nostri intramontabili Crying Steel: onore e rispetto, specie quando ci urlano: Stay Steel!!!
Max “Thunder” Giangregorio


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10
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