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Il sulfureo old school Death Metal del debutto eponimo dei francesi Kåabalh Il sulfureo old school Death Metal del debutto eponimo dei francesi Kåabalh Hot

Il sulfureo old school Death Metal del debutto eponimo dei francesi Kåabalh

recensioni

gruppo
titolo
Kåabalh
etichetta
Dolorem Records / Epidemia Records
Anno

PROVENIENZA: Francia 

GENERE: Death Metal 

FFO: Incantation, Grave Miasma, Dead Congregation 

LINE UP: 
Damien "Damned" - vocals, guitars 
Pierre - guitars 
Marco - bass 
Fabrice "Dodsmetal" - drums 

TRACKLIST: 
1. Cabal [04:15] 
2. Acheron [07:13] 
3. Dark Wrath of a New God [07:13] 
4. The Complete Darkness [04:56] 
5. Heavy Boredom Death [06:21] 
6. Death's Ovation [09:31] 

Running time: 39:29 

opinioni autore

 
Il sulfureo old school Death Metal del debutto eponimo dei francesi Kåabalh 2018-11-09 14:50:10 Daniele Ogre
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    09 Novembre, 2018
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Sorti dalle ombre dei Torture Throne, band in cui militavano il cantante/chitarrista Damien "Damned" ed il batterista Fabrice "Dodsmetal", i Kåabalh arrivano con questo disco eponimo alla realizzazione del loro debut album, licenziato da Dolorem Records in collaborazione con Epidemia Records; sei tracce di old school Death Metal seguendo la scia di gruppi quali Incantation, Dead Congregation e Grave Miasma: uno stile -ed un lavoro- catacombale e dal cui ascolto derivano visioni di cripte e luoghi di sepoltura da cui si levano lezzi mortiferi. Un sound, quello del quartetto di Le Havre, che molto deve ai nomi succitati: al marcio Death di fondo, infatti, i nostri uniscono sferzate Blackened e cupe influenze Doom, unendo quindi spietate accelerazioni a monolitici rallentamenti dal sapore oscuro. Un esempio per tutti può essere la terza traccia di "Kåabalh", "Dark Wrath of a New God", pezzo in cui sono miscelati tutti gli ingredienti che fanno dei Kåabalh la band interessante che è, specie per chi ama queste sonorità novantiane così cavernose, sepolcrali. Vero è che tutto sommati i Kåabalh non vanno a brillare per innovazione, visto che le influenze di cui sopra sono palesi e riscontrabili in ogni passaggio di questo disco, ma la band francese compensa con una spiccata attitudine ed una passione per il genere che traspare sulfurea in ogni nota sparata nei 40 minuti dell'album. Menzione va fatta poi per la produzione, opera di Damned -autore anche dell'artwork-: pur avendo tutti i connotati di una produzione vintage, con suoni che riportano a quello della prima metà degli anni '90, riesce ad essere comunque buona, con un ottimo bilanciamento di suoni; persino la grandemente riverberata voce di Damned nell'insieme sembra azzeccatissima. Il debutto dei Kåabalh non è certo un disco che farà gridare al miracolo, ma risulta essere un onestissimo lavoro scritto ed eseguito con passione; una passione che andrebbe premiata, specie se vi piacciono queste sonorità derivanti dalla vecchia scuola statunitense.

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