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I bolognesi Rabhas ed un lavoro acerbo e con alcuni punti da rivedere in futuro I bolognesi Rabhas ed un lavoro acerbo e con alcuni punti da rivedere in futuro

I bolognesi Rabhas ed un lavoro acerbo e con alcuni punti da rivedere in futuro

recensioni

gruppo
titolo
Maelstrom
etichetta
Narcolpetica Productions
Anno

PROVENIENZA: Italia 

GENERE: Death Metal 

FFO: Morbid Angel, Deicide, Brutal Truth 

RECORDING LINE UP: 
Pico - vocals 
Manson - guitars 
Preck - bass 
Sguicio - drums 

TRACKLIST: 
1. Intro [00:47] 
2. Maelstrom [04:38] 
3. Perversione Assassina [05:23] 
4. Nevrotomia [05:10] 
5. Putridamente [08:25] 
6. Effetto Nocebo [01:42] 
7. Visione [06:29] 
8. Rabhas [06:00] 
9. Tenebrae ad Libitum [02:31] 

Running time: 41:05 

opinioni autore

 
I bolognesi Rabhas ed un lavoro acerbo e con alcuni punti da rivedere in futuro 2018-11-09 20:12:30 Daniele Ogre
voto 
 
2.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    09 Novembre, 2018
Ultimo aggiornamento: 09 Novembre, 2018
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Uscito dapprima autoprodotto nel 2017 in formato digitale, il secondo album dei bolognesi Rabhas, "Maelstrom", viene stampato su CD dalla label russa Narcolpetica Productions lo scorso aprile; in virtù di ciò ecco arrivare il lavoro dei deathsters bolognesi sulle nostre pagine. Un lavoro che, diciamolo subito, presenta tante luci quante ombre.

I Rabhas si presentano con un Death Metal con forti tinte Grind cantato in italiano, con influenze facilmente riscontrabili in primi Morbid Angel e Deicide e nei Brutal Truth. Per una spiccata attitudine che traspare nel lavoro da subito, abbiamo di contro i primi due problemi: in primis nella produzione, che si attesta al di sotto della sufficienza con suoni che, ahimè, risultano essere un po' troppo piatti; c'è poi la questione del cantato in italiano. La nostra Madrelingua è di difficile attuazione per quel che concerne la sfera Metal; in alcuni generi, dove può esserci una maggiore fluidità "di manovra" come il Folk o il Black, riesce anche a calzare a pennello, cosa che purtroppo non accade in un genere come il Death, col risultato che i pezzi contenuti in "Maelstrom" sono vocalmente troppo macchinosi, con questo "spezzare" le frasi in sillabe che appare quasi una forzatura nel nome della metrica, come accade ad esempio in "Perversione Assassina" e "Nevrotomia". Ed a proposito di "Nevrotomia", molto meglio va quando la voce come il pezzo, accelera; per quanto sul piano prettamente tecnico, il cantato di Pico è pessimo: non credo di sbagliarmi se dico che il cantato del nostro vocalist sia di gola, cosa che non solo non fa propriamente bene alle sue corde vocali, ma senza alcuna dose di respiro ed appoggio sul diaframma subisce continui cali. Dopo svariati ascolti, devo dire che non ho trovato un pezzo che possa salvarsi del tutto: in ognuno dei brani che compongono questo disco ci sono sia buoni momenti che altri in cui non si può non storcere il naso, fatta eccezione per "Putridamente", canzone non solo troppo lunga ma che non convince quasi per nulla.

Per i Rabhas c'è molto lavoro da fare su loro stessi: la strada scelta è ben visibile, ma per poter sperare di emergere c'è anzitutto da rendere le composizioni più snelle e dirette, affidandosi per il prossimo lavoro ad uno studio che sappia offrire loro una produzione degna di tal nome... e sperando che il nuovo vocalist, L., sia tecnicamente più preparato del precedente. Si intravedono buone qualità nei Rabhas, e lo si sente in un bel po' di punti durante "Maelstrom": sta a loro far emergere queste qualità ora, altrimenti, sad but true, è un attimo finire nel dimenticatoio. Ah... e il cantato in italiano, forse meglio no.

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