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Estremamente influenzato dalla corrente "core" il Progressive Death dei Technical Damage Estremamente influenzato dalla corrente "core" il Progressive Death dei Technical Damage Hot

Estremamente influenzato dalla corrente "core" il Progressive Death dei Technical Damage

recensioni

titolo
The Introspect
etichetta
Autoproduzione
Anno

PROVENIENZA: Canada 

GENERE: Progressive Death Metal 

FFO: Misery Signals, Fallujah, Lamb of God 

LINE UP:
Kurtis Jeffrey – vocals
Peter Bagchi – guitars
Harrison Shaw - guitars, vocals, programming
Chris McIlroy – bass
Michael Bagchi – drums 

TRACKLIST: 
1. I: Everyting is Forever [01:47] 
2. Reflections [05:11] 
3. Reshape [05:05] 
4. Crystal Angels [05:32] 
5. II: Awakenings [02:19] 
6. Eviscerate [06:47] 
7. The Introspect [08:23] 

Running time: 35:04 

opinioni autore

 
Estremamente influenzato dalla corrente "core" il Progressive Death dei Technical Damage 2018-11-16 18:27:04 Daniele Ogre
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    16 Novembre, 2018
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Attivi da circa un paio d'anni, i canadesi Technical Damage hanno da subito cominciato a farsi un nome nel sottobosco metallico della città di Vancouver, arrivando oggi al debutto discografico con questo "The Introspect", album autoprodotto composto da sette brani. Definire il quintetto canadese semplicemente Progressive Death Metal non è forse del tutto appropriato: il sound tecnicamente ineccepibile dei nostri affonda le proprie radici in quello che è probabilmente il genere di punta della nazione nordamericana, ma possiamo trovare anche molte influenze moderne in "The Introspect", che passano per il Metalcore ed il Deathcore più tecnico di gruppi come Fallujah, Lamb of God, ma anche gente della risma dei Born of Osiris, in certi frangenti. Il risultato finale è un album che per lo più suona moderno, cosa che porterà ai nostri più ascoltatori dalla frangia dei fans degli ultimi gruppi citati - Fallujah in primis -: tra atmosfere, ritmiche e breakdowns di chiara ispirazione -core, "The Introspect" procede abbastanza spedito per i suoi 35 minuti di durata, anche se va detto che probabilmente piazzare in fondo all'album i due pezzi più lunghi non è stata una mossa proprio saggia, visto che rende il finale di disco più 'pesante' nell'ascolto rispetto al resto. Unica reale nota di demerito è comunque la produzione, che non rende per nulla giustizia al tasso tecnico messo in campo dai nostri. Insomma, più che Progressive Death Metal, come vengono definiti i Technical Damage, sarebbe il caso di parlare di Progressive Deathcore, definizione che calza più a pennello riguardo il genere suonato dai nostri. E sotto questo punto di vista forse non sono forse la persona più adatta per recensire questo lavoro... ma tant'è, ed inoltre è innegabile che la band canadese sa il fatto suo, tanto che il voto sufficiente che vedete quassù è dato anche da un abbassamento di mezzo voto dovuto alla produzione mediocre. Per gli amanti di queste sonorità moderne, il consiglio è di dare una chance ai Technical Damage, diversamente invece se si è alla ricerca di "classici" gruppi Progressive Death.

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