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Rituals: dall'Australia una band che sembra uscire dalla Svezia dei primi anni '90 Rituals: dall'Australia una band che sembra uscire dalla Svezia dei primi anni '90 Hot

Rituals: dall'Australia una band che sembra uscire dalla Svezia dei primi anni '90

recensioni

gruppo
titolo
Neoteric Commencements
etichetta
Sleeping Church Records
Anno

PROVENIENZA: Australia 

GENERE: Melodic Death Metal 

FFO: At the Gates, (early) In Flames, The Crown, (early) Arch Enemy 

LINE UP: 
Pierre - vocals, bass 
Jed - guitars 
Joel - guitars 
Warren - bass 

TRACKLIST: 
1. Wake of a Dead Gids Robe [03:23] 
2. Drown Amongst Serpents [04:09] 
3. Slaves to the Tyrants [04:07] 
4. The Eighth Door [04:21] 

Running time: 16:00 

opinioni autore

 
Rituals: dall'Australia una band che sembra uscire dalla Svezia dei primi anni '90 2018-11-16 20:31:32 Daniele Ogre
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    16 Novembre, 2018
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Debuttano con questo EP a titolo "Neoteric Commencements" prodotto da Sleeping Church Records gli australiani Rituals, Melodic Death Metal band di Melbourne che prende ispirazioni dai pionieri del MeloDeath svedese (At the Gates, primi In Flames, The Crown...). Il quartetto si forma solo lo scorso anno, ma non deve comunque stupire l'alta qualità del loro prodotto, essendo la line up formata da musicisti con un bagaglio d'esperienza non da poco - vedi ad esempio il batterista Warren Vassallo, ex-Deströyer 666 ed ex-Anatomy, o il bassista/cantante Pierre, ex-Devilish Era ed attuale membro degli Atolah -. Nei sedici minuti dell'EP, i nostri ricalcano quanto fatto dalle leggendarie bands svedesi all'inizio delle loro carriere, dandoci quindi in pasto un lavoro che sembra letteralmente uscir fuori dalla Svezia della prima metà degli anni '90, seppur con uno stile vocale di Pierre che si avvicina più a quello di altri "vecchiacci" come Matti Kärki (Dismember) ed LG Petrov (Entombed). Quattro brani che formano "Neoteric Commencements" in cui la melodia è protagonista, ma non isolata: il suono dei Rituals riesce ad essere anche estremamente compatto e duro, sforando anche verso l'old school Swedish Death nell'ultima traccia, "The Eighth Door", in quel mix di stili che possiamo ritrovare soprattutto nei The Crown. Un buon lavoro quello del quartetto australiano, il cui ascolto è, da par mio, altamente consigliato, anche perché riesce ad accendere la curiosità su questa neonata band facendo sperare che il prossimo lavoro sia su lunga distanza.

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