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I Brothers Of Metal e la "fratellanza" I Brothers Of Metal e la "fratellanza" Hot

I Brothers Of Metal e la "fratellanza"

recensioni

titolo
“Prophecy of Ragnarök”
etichetta
AFM Records
Anno

 

TRACKLIST:

01 Death of the God of light

02 Son of Odin

03 Prophecy of Ragnarök

04 Defenders of Valhalla

05 Concerning Norns

06 Yggdrasil

07 Tyr

08 Siblings of metal

09 Gods of war

10 Freya

11 The Mead song

12 Sleipnir

13 Fire blood and steel

14 We believe in metal

 

 

LINE-UP:

Ylva Eriksson - Voice of the Valkyries

Joakim Lindbäck Eriksson - Battle Cries

Mats Nilsson - Tongue of the Gods

Dawid Grahn – Guitar

Pähr Nilsson – Guitar

Mikael Fehrm – Guitar

Emil Wärmedal – Bass

Johan Johansson - Anvil and War Drums

opinioni autore

 
I Brothers Of Metal e la "fratellanza" 2018-11-17 18:50:12 Ninni Cangiano
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Ninni Cangiano    17 Novembre, 2018
Ultimo aggiornamento: 18 Novembre, 2018
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Con ben tre chitarre e tre cantanti (due uomini ed una donna), direttamente dalla Svezia, grazie alla sempre attenta AFM Records, ci arrivano i Brothers Of Metal. Se volete una vagonata di cliché iper-abusati del power metal, qui avrete solo l’imbarazzo della scelta, dal nome della band solo per “true defenders” che inneggiano alla fratellanza del metal, passando per la copertina con la classica divinità muscolosa ed arrabbiata, fino ai testi ed ai titoli delle varie canzoni, in cui troviamo riferimenti alla mitologia norrena in quantità, per finire alla conclusiva traccia “We believe in metal” che farebbe impallidire i Manowar per tamarraggine, senza dimenticare trucchi ed abbigliamento che ricordano il viking metal. I Brothers Of Metal sono questi, prendere o lasciare; se queste cose vi hanno stufato forse è meglio finire qui di leggere; al contrario, se vi interessa solo la musica e del contorno non ve ne frega niente, allora conviene andare oltre con la lettura, perchè il power metal di questi svedesi è davvero interessante. Occorre premettere che questo “Prophecy of Ragnarök”, debut album, era già uscito ad aprile 2017 in autoproduzione, mentre la AFM Records l’ha pubblicato, con differente copertina, il 16 novembre 2018. Tre cantanti differenti tra loro conferiscono un tocco indubbiamente particolare, abbiamo la voce aggressiva di Joakim Lindbäck Eriksson (una sorta di emulo di Chris Boltendahl e Michael Seifert), quella pulita (ma non lirica per fortuna!) di Ylva Eriksson, mentre le parti recitate sono opera della “lingua degli Dei” appartenente a Mats Nilsson. Musicalmente il power del gruppo svedese si ispira principalmente alla scena tedesca (con appunto i Grave Digger ed i Rebellion come punti di riferimento) con qualche richiamo anche ai connazionali Hammerfall, ma la presenza di tre chitarre rende il sound più massiccio e di impatto. Contribuisce non poco poi anche il bassista Emil Wärmedal, che ci regala anche qualche parte solista. La batteria (“incudine e tamburi di guerra”....) di Johan Johansson (che in italiano sarebbe una specie di “Giovanni Di Giovanni”) non dispiace assolutamente e si fa sentire bene, anche con un sapiente uso della doppia-cassa. I pezzi, oltre che ben suonati, sono ben costruiti ed efficaci, hanno qualche tocco folk qua e là (“Defenders of Valhalla”), nonché un sacco di cori epici sicuramente azzeccati tanto che, nonostante una tracklist forse un po’ lunga, si arriva alla fine del disco senza affanni e con una certa voglia di ricominciare l’ascolto. Saranno tamarri all’inverosimile, ma a me i Brothers Of Metal ed il loro “Prophecy of Ragnarök” mi hanno convinto e conquistato!

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