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Solita mostruosa prestazione degli Psycroptic, arrivati con questo al settimo album Solita mostruosa prestazione degli Psycroptic, arrivati con questo al settimo album

Solita mostruosa prestazione degli Psycroptic, arrivati con questo al settimo album

recensioni

titolo
As the Kingdom Drowns
etichetta
Prosthetic Records
Anno

PROVENIENZA: Australia 

GENERE: Technical Death Metal 

SIMILAR ARTISTS: (early) Decapitated, Spawn of Possession, Cryptopsy 

LINE UP: 
Jason Peppiatt - vocals 
Joe Haley - guitars 
Todd Stern - bass 
David Haley - drums 

TRACKLIST: 
1. We Were the Keepers [03:47] 
2. Frozen Grace [04:05] 
3. Directive [03:27] 
4. Deadlands [03:23] 
5. As the Kingdom Drowns [04:22] 
6. Beyond the Black [03:45] 
7. Upon These Stones [04:49] 
8. Momentum of the Void [04:05] 
9. You Belong Here, Below [02:57] 

Running time: 34: 40 

opinioni autore

 
Solita mostruosa prestazione degli Psycroptic, arrivati con questo al settimo album 2018-11-18 20:01:29 Daniele Ogre
voto 
 
4.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    18 Novembre, 2018
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Non è proprio da tutti riuscire a mantenere una qualità altissima nel corso del tempo, specie quando la tua band si è formata ormai un ventennio fa e ha già rilasciato sei album, tutti di pregevolissima fattura. Questo a meno che il tuo nome non sia Psycroptic, per cui non solo hai già tirato fuori durante la tua carriera sei album grandiosi, ma hai anche appena lanciato il tuo settimo album rimanendo su standard decisamente alti. Sono in pochi i gruppi che possono vantare questa cosa, così come sono in pochi, nell'ambito della sfera Technical Death, ad avere l'impatto sonoro del quartetto australiano: ora come ora mi vengono in mente i soli Cryptopsy. In "As the Kingdom Drowns", settimo album appunto per la band della Tasmania, ritroviamo tutti gli elementi che han reso grandi gli Psycroptic: una tecnica invidiabile, unita ad un muro del suono invalicabile, con pezzi pregevolmente strutturati in cui in un attimo si passa da cervellotici momenti ipertecnici a bordate in blast beat, passando per passaggi dal sapore thrashy. Merito questo dei fratelli Haley (chitarra e batteria), dal 2009 alla guida di questo rullo compressore proveniente dal Nuovissimo Mondo; il songwriting di "As the Kingdom Drowns" appare da subito ispiratissimo, tanto che già l'opening track "We Were the Keepers" ci lascia intuire cosa ci aspetterà per la restante mezz'ora di disco: un lavoro che accerchia ed "attacca" l'ascoltatore con colpi metodici e ben portati, dando anche un'impressione di tregua grazie a refrain ad ampio respiro - degni di nota quelli di "Frozen Grace" e "Directive". Dopo tanti anni gli Psycroptic sono ancora capaci di sorprendere tra l'altro, piazzando una "Deadlands" il cui sound sembra un degno tributo ai Testament, passando subito dopo al Progressive/Technical puro con la seguente title-track. Se non sorprende poi l'ottima prova vocale di Jason Peppiatt, arrivato al quinto album con la macchina da guerra australiana, lascia ben contenti quella del nuovo bassista Todd Stern: una prestazione tellurica del neo-arrivato, capace di creare con David Haley una sezione ritmica sempre precisa come un bisturi, persino quando velocità e violenza prendono il sopravvento.
Ci sono ormai tantissimi gruppi Technical Death in circolazione, ma per gli Psycroptic vale lo stesso discorso che per i Cryptopsy: chiunque voglia lo scettro deve fare i conti con questi due colossi che non ci pensano minimamente a mollarlo. "As the Kingdom Drowns" è un album a dir poco mostruoso in cui gli Psycroptic non piazzano nemmeno una nota fuori posto. Per l'ennesima volta insomma, gli australiani non hanno mancato il colpo.

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