A+ A A-
 

Gli ucraini 1914 ed un album indescrivibile per quanti punti forti ha Gli ucraini 1914 ed un album indescrivibile per quanti punti forti ha Hot

Gli ucraini 1914 ed un album indescrivibile per quanti punti forti ha

recensioni

gruppo
titolo
The Blind Leading the Blind
etichetta
Archaic Sound
Anno

PROVENIENZA: Ucraina 

GENERE: Blackened Death/Doom Metal 

FFO: Hail of Bullets, Asphyx, Bolt Thrower, Benediction 

LINE UP: 
Ditmar Kumar (2.Division, Infanterie-Regiment Nr.147, Oberleutnant) - vocals 
Liam Fessen (37.Division, Feldartillerie-Regiment Nr.73, Wachtmiester) - guitars 
Vitalis Winkelhock (5.Division, Ulanen-Regiment Nr.3, Sergeanten) - guitars 
Armin von Heinessen (9.Division, Grenadier-Regiment Nr.7, Unteroffiziere) - bass 
Rusty Potoplacht (33.Division, 7.Thueringisches Infanterie-Regiment Nr.96, Gefreite) - drums 

TRACKLIST: 
1. War In (Intro) [01:14] 
2. Arrival. The Meuse-Argonne [06:20] 
3. AtV Mephisto [08:13] 
4. High Wood. 75 Acres of Hell [05:28] 
5. Beat the Bastards (The Exploited cover) [05:02] 
6. Hanging on the Barbed Wire [02:28] 
7. Passchenhell (feat. Dave Ingram from Bolt Thrower & Benediction) [07:01] 
8. C'est mon Dernier Pigeon [05:22] 
9. Stoßtrupp [06:13] 
10. The Hundred Days Offensive [10:01] 
11. War Out (Outro) [01:55] 

Running time: 59:17 

opinioni autore

 
Gli ucraini 1914 ed un album indescrivibile per quanti punti forti ha 2018-11-22 17:05:23 Daniele Ogre
voto 
 
5.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    22 Novembre, 2018
Ultimo aggiornamento: 22 Novembre, 2018
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Quando nel 2017 gli Hail of Bullets hanno chiuso i battenti non sono stati pochi quelli che si sono sentiti orfani della guerresca Death/Doom band olandese. Ma quelle stesse persone - e ci sono anche io tra queste, diciamolo - non sapevano che gli eredi naturali degli Hail of Bullets erano già in circolazione: si tratta dei 1914, band ucraina fondata nel 2014, centesimo anniversario dall'inizio della Grande Guerra. Ed è proprio la Prima Guerra Mondiale il tema cardine della band ucraina, che dopo un grandioso primo exploit con "Eschatology of War", torna dopo tre anni con un mastodontico secondo album, "The Blind Leading the Blind", edito da Arcahic Sound.

La prima cosa da dire è che "The Blind..." è un disco estremamente curato, sia nella propria forma che in tutto il contorno: basti pensare che l'album è uscito l'11 novembre 2018, esattamente cento anni dopo la stipula dell'armistizio che mise fine alla Grande Guerra. Così come è molto curato dal punto di vista storiografico: quello che è da mettere in chiaro è che i 1914 non sono una band politicamente schierata, ma un ensamble di cinque ragazzi appassionati di Storia, nella fattispecie del periodo della Prima Guerra Mondiale. La conoscenza e la ricerca storiografica dei nostri fa sì che su questo punto i 1914 siano pressoché perfetti, senza contare che è ciò che li accomuna maggiormente ai già citati Hail of Bullets - per quanto le rispettive tematiche differiscano tra i due grandi conflitti -. "The Blind..." è anche un disco curato nei minimi dettagli, in cui anche l'intro - "War In" - e l'outro - "War Out" - hanno la loro ragione d'essere, essendo state usate delle azzeccatissime canzonette dell'epoca ad aprire e chiudere questo capolavoro, così come l'intermezzo "Hanging on the Barbed Wire", canzone ribelle inglese del 1300 cantata dai soldati della Regina durante il Conflitto; o ancora come il rumore dei cingoli di carrarmato segnano "A7V Mephisto", brano il cui titolo è legato al tank dell'esercito tedesco. "A7V Mephisto" è anche il brano in cui i 1914 si mantengono maggiormente sulla componente Doom del loro sound, grazie ad un pezzo il cui lento incedere sembra dare una chiara immagina del distruttivo incedere del mastodontico carrarmato tedesco. Ironia vuole che sia "Passchenhell" il pezzo un po' più debole del disco, data la presenza come ospite di mr. Dave Ingram, un signore la cui voce è legata a nomi quali Bolt Thrower e Benediction; ma a parte questo leggerissimo colpo a vuoto, abbiamo per il resto una serie continua di gemme una dietro l'altra, a partire dall'opening track "Arrival. The Meuse-Argonne", biglietto da visita perfetto di "The Blind...": una furia inconsulta che fotografa gli orrori della Grande Guerra, ma anche le tattiche militari dei fronti in campo; una furia che ritroviamo anche altri tre splendidi capitoli di quest'opera, ossia "Stoßtrupp", "C'est mon Dernier Pigeon" e "High Wood. 75 Acres of Hell", che è poi la canzone dove meglio che altrove possiamo trovare quel mix di spietata velocità Death Metal e rallentamenti spezzacollo. Non si possono poi non citare la tellurica cover dei The Exploited, "Beat the Bastards", in cui i 1914 adattano il loro Blackened Death/Doom al Punk/Hardcore della band scozzese, e l'anthem epico della conclusiva "The Hunderd Days Offensive", pezzo di dieci minuti che chiude - prima dell'outro, ovvio - perfettamente un album spettacolare in ogni suo minimo particolare.

Personalmente, credo sia un bene che i 1914 abbiano abbandonato le influenze Sludge e l'acida psichedelia Progressive del primo album, lanciandosi a testa bassa in un genere che risulta essere perfetto per le tematiche da loro affrontate. Parlavamo prima dell'accuratezza della band ucraina: per chiudere il cerchio andate a vedere nelle info i nomi scelti dai cinque musicisti di Leopoli e ditemi se anche quella non è accuratezza storica! Tornando invece sul piano musicale, "The Blind..." è a mani basse una delle migliori uscite Death/Doom dell'anno, oltre ad essere una delle migliori degli ultimi anni in generale. Tanto che ho la netta sensazione che finirà nella mia personale Top10 di fine anno per questo sito.

Trovi utile questa opinione? 
00
Segnala questa recensione ad un moderatore
 

Recensione Utenti

Nessuna opinione inserita ancora. Scrivi tu la prima!

Per poter scrivere un commento ti devi autenticare o registrare
 
Powered by JReviews

releases

Per i Nocturnus AD un debut album che sarebbe potuto andar bene trent'anni fa
Valutazione Autore
 
2.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Phil Campbell: tanti ospiti per un disco nella norma.
Valutazione Autore
 
3.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Great Master, l'album della maturità
Valutazione Autore
 
4.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Per gli Immanifest un debutto che sembra essere arrivato con qualche anno di ritardo
Valutazione Autore
 
3.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Sarà l'ultimo live-album della storia degli Slayer?
Valutazione Autore
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)

Autoproduzioni

Seppur breve, convince l'EP dei californiani Larvae
Valutazione Autore
 
3.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Per i britannici Itheist un debutto (col nuovo nome) senza infamia e senza lode
Valutazione Autore
 
3.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Debutto per la tastierista dei Cradle of Filth: Martyr di Lindsay Schoolcraft!
Valutazione Autore
 
2.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Convince il secondo album dei Prime Creation
Valutazione Autore
 
3.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Buon debutto per i campani Jumpscare, ma attenzione al sound proposto
Valutazione Autore
 
3.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Power metal melodico di gran fattura per gli spagnoli Arenia
Valutazione Autore
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)

partners

No tabs to display

allaroundmetal all rights reserved. - grafica e design by Andrea Dolzan

Login

Sign In

User Registration
or Annulla