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I Bad Bones e il sogno americano. I Bad Bones e il sogno americano. Hot

I Bad Bones e il sogno americano.

recensioni

gruppo
titolo
“Demolition Derby”
etichetta
SLIPTRICK RECORDS
Anno
  1. Me Against Myself
  2. Endless Road
  3. Some Kind Of Blues
  4. Stronger
  5. Rambling Heart
  6. Rusty Broken Song
  7. Red Sun
  8. A Perfect Alibi
  9. Shoot You Down
  10. The Race
  11. Demolition Derby

opinioni autore

 
I Bad Bones e il sogno americano. 2018-11-25 17:51:03 Corrado Franceschini
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Corrado Franceschini    25 Novembre, 2018
Ultimo aggiornamento: 26 Novembre, 2018
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E’ il 2007 e Steve Balocco, uscito dai White Skull con i quali ha inciso “Ring Of The Ancients” (2006), forma un Power trio con Lele (bt) e Meku (ch). I tre, probabilmente per lo spirito di fratellanza che li accomuna nel nome del Rock, scelgono il cognome Bone; nascono così i Bad Bones. Dall’esordio all’anno 2016 il gruppo piemontese si è fermato pochissimo e ha trovato modo di incidere 4 dischi e un E.P. perdendo per strada il chitarrista Meku e allargando la formazione ad un quartetto. Il resto del tempo è stato impiegato in tour che hanno portato i Bad Bones a suonare in Italia, Europa e U.S.A. La copertina di “Demolition Derby” disegnata da Enzo Rizzi (Heavy Bone), ci introduce ad un album mixato e registrato da Simone Mularoni e con le voci registrate da Roberto Tiranti. “Demolition Derby” mi ha piacevolmente sorpreso: le undici tracce del disco sono fortemente debitrici nei confronti del suono americano e lo dimostrano attraverso una propensione alla melodia e nell’accuratezza nei cori. Volete le coordinate stilistiche musicali di base? Eccovi serviti: Ratt, Warrant, Dokken e Guns N’ Roses. Tuffatevi nel riff accattivante di “Me Against Myself”, inforcate il Chopper e cavalcate la “Endless Road” fatta di posti, luoghi e sogni che solo l’America può offrire. Abbandonatevi all’andamento “ciondolante” di “Some Kind Of Blues”, oppure apprezzate il solo libero e selvaggio di “Stronger”. Andamento soffuso e Hard Rock sono le caratteristiche di “Rambling Heart” un pezzo che, personalmente, avrei “riempito” un po’ di più nella fase con il solo. “Rusty Broken” è la tipica canzone creata apposta per soddisfare gli amanti dello Street Metal. “Red Sun” è un lento trascinato non particolarmente brillante. Con “Perfect Alibi” torna l’energia a tutto tondo sotto forma di mid tempo, con tanto di rinforzo dovuto al doppio suono di chitarra nel solo. Incedere marziale e seguente apertura contribuiscono a fare di ”Shoot You Down (El Mariachi)”, uno dei brani migliori dell’intero lotto. “The Race” è bella tosta e “atletica” e ci conduce dritti dritti al finale del disco affidato alla carichissima “Demolition Derby”. Steve (bs – cori), Max (vc), SerJoe (ch – cori) e Lele (bt) hanno dimostrato ancora una volta che, quando si fanno le cose con passione e impegno, le bands italiane non sono seconde a nessuno.

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