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Debutto per i Coffin Birth, supergruppo italo-maltese che scuote la scena Death europea con lo strabordante "The Serpent Insignia" Debutto per i Coffin Birth, supergruppo italo-maltese che scuote la scena Death europea con lo strabordante "The Serpent Insignia" Hot

Debutto per i Coffin Birth, supergruppo italo-maltese che scuote la scena Death europea con lo strabordante "The Serpent Insignia"

recensioni

titolo
The Serpent Insignia
etichetta
Narcotica Publishing / Time to Kill Records
Anno

PROVENIENZA: Italia / Malta 

GENERE: Death Metal 

FFO: Dismember, Grave, Entombed, Evocation 

LINE UP: 
Frank Calleja - vocals 
Giulio Moschini - guitars 
Francesco Paoli - guitars 
Marco Mastrobuono - bass 
Davide Billia - drums 

TRACKLIST: 
1. Throne of Skulls [03:30] 
2. The 13th Apostle [03:26] 
3. Godless Wasteland [03:36] 
4. The Red Sky Season [03:46] 
5. Christ Infection Jesus Disease [03:19] 
6. From the Dead to the Dead [03:59] 
7. Casket Ritual [03:52] 
8. Sanguinary [04:02] 
9. The Serpent Insignia [03:51] 
10. Zombie Anarchy [03:02] 

Running time: 36:23 

opinioni autore

 
Debutto per i Coffin Birth, supergruppo italo-maltese che scuote la scena Death europea con lo strabordante "The Serpent Insignia" 2018-11-27 17:12:57 Daniele Ogre
voto 
 
5.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    27 Novembre, 2018
Ultimo aggiornamento: 27 Novembre, 2018
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Beh dai, in fondo quella dei Coffin Birth è un po' la storia di quasi tutti i gruppi: un drappello di amici che si riunisce e comincia a suonare assieme. La differenza, alla fine, è giusto una: che quegli amici di cui sopra rispondono ai nomi di Frank Calleja (Beheaded), Giulio Moschini (Hour of Penance), Francesco Paoli (Fleshgod Apocalypse, ex-Hour of Penance), Marco Mastrobuono (Hour of Penance, Buffalo Grillz) e Davide Billia (Hour of Penance, Antropofagus, Beheaded). Insomma, un bel mix di gente con quel pochino di esperienza, non trovate? E tutto questo è nato da un pedale! Ossia quando in studio Giulio e Marco stavano sperimentando suoni con un Boss HM2 degli anni '80, solo che quello che usciva non andava bene per gli Hour of Penance; cosa fare allora se non chiamare a raccolta un paio d'amici, per l'appunto, e tirare fuori un progetto ex novo con un sound che potesse andare bene con i suoni dell'HM2? Detto fatto, ecco i Coffin Birth, supergruppo italo-maltese che debutta con questo "The Serpent Insignia", edito da Narcotica Publishing e Time to Kill Records.

E cosa è uscito fuori dall'unione di questi cinque loschi figuri? Dopo lunghe elucubrazioni ed un'attenta analisi l'unica risposta che pare giusta è: UN CAZZO DI DISCO CON I CONTROCOGLIONI! Se a legger la formazione ci si aspetta un assalto Brutal, l'ascolto lascia invece abbagliati per quanto diversa è invece la proposta dei Coffin Birth: un Death'n'Roll grezzo, ignorante all'inverosimile, rude e roccioso. I nostri hanno preso l'old school Swedish Death, l'hanno ulteriormente caricato di una fortissima attitudine Rock'n'Roll/Punk e, come il peggior commando di infimi mercenari, sono partiti all'attacco con dieci pezzi che risulteranno poi essere un'imperterrita scarica di mitra. Le chitarre di Giulio Moschini e Francesco Paoli sono affilate al massimo, taglienti quanto un Microtech Jagdkommando, coadiuvate da una sezione ritmica martellante e distruttiva - in fondo la sintonia Mastrobuono/Billia viene dagli anni assieme negli Hour of Penance -, e su tutto le disumane urla di Calleja, che mette da parte per una volta il suo growl in favore di uno stile più vicino a quello della vecchia scuola Death svedese.
Vi basti sapere che bastano i primissimi secondi dell'opening track "Throne of Skulls" per capire a cosa ci troveremo di fronte e che i Coffin Birth sono qua per non fare prigionieri. E per poco più di mezz'ora il quintetto scarica senza soluzione di continuità un'ondata di odio e violenza smisurati, offrendoci delle vere e proprie bordate come "Casket Ritual", "Christ Infection Jesus Disease" o "The 13th Apostle", quello che è stato poi il primo singolo presentato al momento dell'annuncio dell'album. E certo non sono da meno le varie "The Red Sky Season", la title-track "The Serpent Insignia" o l'anthem "From the Dead to the Dead".

Credetemi che solo ascoltandolo vi potrete rendere conto di quanto sia esaltante "The Serpent Insignia". Qualcuno potrebbe anche dire che in fondo i Coffin Birth semplicemente suonano un Death'n'Roll di matrice svedese, quindi potrebbero dissentire... sbagliando. Il punto è che sì, quello che suonano i Coffin Birth ha una fortissima componente Swedish, ma è anche vero che con "The Serpent Insignia" riescono a dare una lezione su come si suona questo genere persino ai grandi gruppi svedesi. E' da quando fu annunciato che attendevo con estrema ansia l'uscita di quest'album e non mi sono mai ritrovato così soddisfatto come ora dopo l'ascolto. Un disco che non è che vi consiglio: se ascoltate Death è d'obbligo che lo compriate, senza tante storie; voi dovrete premere solo il tasto PLAY, poi ci penseranno loro a prendervi ininterrottamente a cazzottoni in faccia.

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