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Long Live Death SS!!! Il megatributo Long Live Death SS!!! Il megatributo Hot

Long Live Death SS!!! Il megatributo

recensioni

gruppo
titolo
Terror Tales
etichetta
Black Widow Records
Anno

Track list
CD 1
1- SIGH feat. STEVE SYLVESTER - Violet Ouverture
2- DENIAL OF GOD - Terror
3- WATAIN - Chains of Death
4- EVIL SPIRIT - Horrible Eyes
5- ANAEL - Black Mummy
6- DARK QUARTERER- Scarlet Woman
7- VAREGO - Cursed Mama
8- DOOMRAISER - The Night of the Witch
9- THE MUGSHOTS feat. MORTIIS - In the Darkness
10- BULLDOZER - Murder Angel
11- BLEEDING FIST - Black and Violet
12- DEATHLESS LEGACY - Baphomet
CD 2
13- L'IMPERO DELLE OMBRE - Vampire
14- BLACK OATH - The Seventh Seal
15- ALBERT BELL'S SACRO SANCTUS - The Shrine in the Gloom
16- FORGOTTEN TOMB - Where Have You Gone?
17- NOKTURNAL MORTUM - Family Vault
18- NORTHWINDS - Lilith
19- HELL OBELISCO - Death
20- TREVOR AND THE WOLVES - Panic
21- IL SEGNO DEL COMANDO - Another Life
22- VAMPYROMORPHA- Agreement With the Devil
23- BLUE DAWN - Zombie
CD 3
24- HALL OF GLASS - Devil's Graal
25- NIBIRU - Schizophrenic
26- KALEDON - Let the Sabbath Begin
27- SHADOWS OF STEEL - Heavy Demons
28- PROCESSION - The Darkest Night
29- DAMNATION GALLERY - Cannibal Queen
30- EPITAPH - The Bones and The Grave
31- VOID MOON - Dionysus
32- WITCHES OF DOOM - Kings of Evil
33- MEGATHERIUM - Ogre's Lullaby
34- SLAP GURU - Profanation
35- SPACE GOD RITUAL - Black Mummy

opinioni autore

 
Long Live Death SS!!! Il megatributo 2018-12-01 17:52:38 MASSIMO GIANGREGORIO
voto 
 
4.5
Opinione inserita da MASSIMO GIANGREGORIO    01 Dicembre, 2018
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In principio (1977) era “In morte di Stefano Silvestri” ovverosia “In death of Steve Sylvester” poi abbreviato in Death SS. Un nome breve, efficace, tetro e che rispecchiava la personalità dei due capostipiti del monicker: Paolo Catena alias Paul Chain (guitars) da Pesaro e Stefano Silvestri alias Steve Sylvester (vocals) da Milano.
Al loro macabro richiamo aderirono il bassista Daniele Ugolini alias Danny Hughes ed il drummer Tommaso Castaldi alias Tommy Chaste.
I quattro pensarono bene di personificare il loro concept preferito con tanto di abiti di scena; e così, Paul Chain fu La Morte (The Death), Steve Sylvester il Vampiro (The Vampire), Danny Hughes la Mummia (the Mummy) e Tommy Chaste il lupo mannaro (the Werewolf): e line up originaria fu.
Il fatto stesso che oggi, a distanza di ben 41 anni, bands anche giovanissime abbiano preso parte a questo progetto faraonico, consistente in un triplo (…!?!) cd in onore di questa band assolutamente anomala ed “avanti”, la dice lunga sull’impronta sanguinolenta lasciata dai nostri.
Dico dai nostri perché, per quanto mi riguarda, la vera anima nera dei Death SS è stata indiscutibilmente quella di Paul Chain.
La dipartita di Steve Sylvester, infatti, è stata subitanea, dopo pochissimo tempo che il gruppo si era formato. Giusto il tempo di dare alla luce il primo demo (“Horny God of the Witches” – 1977) con i soli Terror (qui riproposta dai Denial Of God) e Murder Angel (rivisitata dai mitici milanesi Bulldozer di Andy Panigada) ed il demo II con Horrible Eyes (eseguita da Evil Spirit), Cursed Mama (Varego), Kings of Evil (Witches of Doom) e Zombie (Blue Dawn).
Fu dunque Paul Chain a portare avanti il progetto Death SS, di cui fu condottiero dal 1984 (anno in cui diede alle tenebre la famosa antologia iniziale) fino al 1988, anno in cui passò nuovamente il testimone al Vampiro per seguire la sua nuova attitudine; infatti, nel corso dell’ennesima messa nera, il Paolo ci stava rimettendo un occhietto e fu lì che decise di abbandonare il satanismo ed il progetto Death SS a favore del Paul Chain’s Violet Theatre dedito al culto della Morte (d’altronde lo era già nella band) ossia la Magia Viola e partorendo quel gioiello di EP che rispondeva al nome di “Detaching from Satan” con l’intro della opening track “Armageddon” in cui il coro mi fa ancora accapponare la pellaccia! Da lì, il viaggio del catena verso la sperimentazione (utilizzando una lingua puramente fonetica ed inventata ed accostandosi alla musica elettronica tedesca della prima ora (Popol Vuh, Tangerine Dreams, etc.)
Dal canto suo, invece, il Sylvester ha dato vita ad una discografia sterminata e caratterizzata dalla ricerca di un sound votato sì alle tematiche occultistiche ma più catchy e, comunque, sempre fresco ed al passo con le ultime tendenze metalliche.
Discografia dalla quale le bands di questo mega-tributo hanno potuto attingere a piene mani, non mancando di personalizzare adeguatamente tutte le perle oscure prescelte come covers: tra esse spicca il trittico composto – oltre che dalla già nominata Murder Angel coverizzata dai mitici Bulldozer (all’epoca, un po’ i Venom nostrani ma più “Motorhead oriented”) – la sempre brividosa “Black and Violet” rivista dai Bleeding Fist e “Baphomet” eseguita dagli apprezzatissimi Deathless Legacy della “cinghiala” Steva Deathless!
Comunque un tributo monumentale, che merita l’acquisto e l’ascolto grazie al refresh apportato dai nostri giovani darkemetalbangers a pezzi maledettamente (è il caso di dirlo) indimenticabili.
Max “Thunder” Giangregorio

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